Il giornalista Nicola Porro, nella sua consueta striscia quotidiana su Youtube "La zuppa di Porro", esprime alcune delle sue perplessità sulle ultime iniziative del Governo e in particolare sul Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In apertura del suo consueto appuntamento il giornalista, purtroppo contagiato dal coronavirus, spiega che la sua situazione di salute si sta rivelando condizionata dalle ore del giorno. Infatti, racconta, nelle prime ore del mattino la saturazione dell'ossigeno nel sangue è buona e riesce piuttosto bene a mantenere lucidità e a sbrigare le sue attività quotidiane.

Nel pomeriggio invece, e via via sempre peggio verso sera, la saturazione diminuisce e le sue condizioni peggiorano. In particolare il giornalista afferma di non riuscire "più a connettere" e di sentirsi "come sotto un tram".

Nicola Porro: 'Mi sento un marziano'

In merito all'attuale situazione italiana, il giornalista dice di sentirsi "un marziano", perché si considera uno dei pochi a pensarla diversamente. Negli ultimi giorni molti politici hanno espresso addirittura la necessità di "chiudere tutto", ritenendo che solo in questo modo così drastico si potrebbe davvero mettere la parola fine al contagio. Nicola Porro si chiede quindi: "Ma se si chiude tutto, chi fa le cose necessarie?". A tale scopo egli elenca tutte le grandi necessità di questo momento e l'assurdità di voler chiudere ogni cosa.

Chi farebbe i tamponi? Chi produrrebbe i respiratori per i malati? Chi farebbe le flebo e tutte le altre cose? La chiusura totale sarebbe possibile, continua Porro, solo se ci fosse un coordinatore molto deciso e responsabile, che decidesse ad esempio una chiusura totale di cinque giorni, calcolando quali potrebbero essere le reali necessità e cercando delle soluzioni appropriate.

Porro su Conte: 'Non è il salvatore della patria, è il problema'

Nicola Porro si chiede come mai, se il Paese Italia è quello che sta lavorando bene e al quale guardano tutti gli altri Stati, si registra il numero più alto di deceduti rispetto ai contagiati. Sarebbe come lodare qualcuno che gioca a pallone e perde tutte le partite, secondo il giornalista.

Il Presidente del Consiglio, a detta di Porro, avrebbe trovato in questa situazione di emergenza la possibilità di fare la parte del salvatore del popolo, quando in realtà il problema sarebbe proprio lui. Il senso del regime, come definito dal giornalista, si sentirebbe nella frase di Conte: "L'Italia sta dando prova di essere una grande nazione". Non c'è dubbio, sostiene il giornalista, che in Italia ci siano diverse categorie di persone che stanno facendo grossi sacrifici e che stanno lavorando egregiamente, come ad esempio i medici, gli infermieri e i volontari della Protezione Civile e molti altri. Ma Nicola Porro afferma che questo discorso non può essere applicato a tutta la nazione, perché tutti gli altri, i cittadini "normali", non stanno facendo altro che rassegnarsi e cercare di ubbidire a queste nuove regole che si susseguono ormai giorno dopo giorno.