Quella che sarebbe dovuta essere una grande festa per i fan di Sfera Ebbasta che attendevano da mesi questo concerto per poter ballare sulle note delle canzoni del famosissimo rapper, si è trasformata all'improvviso in una grande tragedia. Ieri 30 luglio 2020 sono state emesse le prime condanne per i responsabili dei comportamenti criminosi che hanno portato alla morte di sei persone. I familiari delle vittime si sono detti delusi dalla sentenza di primo grado.

La sentenza di primo grado

Ieri è stata emessa la sentenza di primo grado per gli imputati: Ugo Di Puorto e Raffaele Mormone (12 anni e 4 mesi), 11 anni e 6 mesi ad Andrea Cavallari, 11 anni e 2 mesi a Moez Akari, 10 anni e 11 mesi a Souhaib Haddada e 10 anni e 5 mesi a Badr Amouiyah.

È plausibile ritenere che questa tragica pagina di cronaca non sia terminata con le condanne emesse ieri, tra 90 giorni verranno depositate le argomentazioni della sentenza emessa e gli avvocati delle famiglie coinvolte promettono battaglia per ottenere davvero giustizia, dato che non riescono a capacitarsi del perché non sia stato riconosciuto come capo di imputazione l’associazione a delinquere, che avrebbe inasprito le pene di qualche anno.

8 dicembre 2018: non dimenticare per non ripetere

La notte dell'8 dicembre 2018, presso la discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, un comune dell'entroterra marchigiano, era previsto un DJ set del rapper italiano Sfera Ebbasta. Poco prima che l’artista arrivasse al locale la tragedia: un gruppo di 6 ragazzi soliti a commettere piccoli furti in locali utilizzando spray come arma per creare scompigli e favorire gli scippi, entrano in scena seguendo il loro modus operandi.

Le indagini della magistratura evidenzieranno infatti che non era la prima volta che gli imputati utilizzavano questa condotta criminale per rubare oggetti preziosi a ignare vittime.

La discoteca era ormai piena di giovanissimi con la sola voglia di vedere il proprio idolo esibirsi e cantare qualche pezzo insieme a lui.

Da quel momento è il caos, orde di persone che iniziano a non riuscire a respirare e si affannano ammassate a cercare una via di uscita da quell'inferno, porte di emergenza bloccate, scarsa sicurezza, personale non formato per gestire emergenze di questa portata, un insieme di cause che hanno portato alla morte dei giovani Asia Nasoni, Benedetta Vitali, Daniele Pongetti, Emma Fabini, Mattia Orlandi e la 39enne Eleonora Girolimini, che aveva accompagnato la figlia all'esibizione del suo cantante preferito.

Non sono tragiche coincidenze, tutto questo si poteva evitare

Se un’uscita di sicurezza finisce su una distesa di cemento con una balaustra che crolla sotto il peso della gente, è un’uscita di insicurezza, non è una tragica sfortuna. Spruzzare spray al peperoncino ai concerti non deve essere catalogata come una ragazzata, le conseguenze sono prevedibili, chi lo fa sa che può procurare una strage. Non ci sono attenuanti. Chi si occupa di vendere gli eventi di artisti vari ha il dovere di accertarsi che questi eventi si svolgano in sicurezza. In una discoteca con capienza di 460 persone non è stata una svista aver venduto oltre mille biglietti, è stata una scelta consapevole dettata dalla sola voglia di arricchirsi.

Non è tollerabile parlare di sfortunate coincidenze in questa storia, perché sarebbe un insulto alla memoria di queste 6 vittime che erano li solo per divertirsi, ballare, cantare, e di chi probabilmente non amava questo genere di musica ma era lì per amore dei propri figli.

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