Per l'elezionedel Presidente della Camera dei Deputati alla prima votazione è prevista unamaggioranza qualificata dei due terzi dei componenti dell'assemblea: occorronodunque 420 voti sul totale di 630 deputati. Alla seconda votazione il quorumelettivo subisce una modifica: non si parla più dei due terzi dei componenti,ma dei due terzi dei votanti, non vengono dunque presi in considerazione aifini del raggiungimento del quorum gli astenuti, mentre si considerano votantia tutti gli effetti anche coloro che votano scheda bianca.

Alla terza votazionesi applica lo stesso quorum della precedente, ossia i due terzi dei votanti.

Infinea partire dalla quarta votazione il quorum si abbassa e non è più richiesta lamaggioranza qualificata dei due terzi (dei componenti o dei votanti), ma lasemplice maggioranza assoluta, cioè la maggioranza dei membri del collegio: 316voti su 630 deputati.

Per l'elezione del Presidente del Senato dellaRepubblica vigono regole differenti. Al primo e al secondo scrutinio è previstala maggioranza assoluta, cioè la maggioranza dei membri del Senato. Attualmentei senatori sono 319: 315 eletti attraverso le Elezioni politiche, a cui siaggiungono i 4 senatori a vita attualmente in carica (Giulio Andreotti, EmilioColombo, Mario Monti e Carlo Azeglio Ciampi). La maggioranza assoluta è dunquepari a 160 voti. A partire dalla terza votazione la maggioranza prevista non fapiù riferimento ai componenti del collegio (319), ma al numero dei senatoripresenti alla votazione. Alla quarta votazione infine è previsto ilballottaggio tra i due nomi più votati durante il terzo scrutinio, in caso di parità fra i due viene eletto il più anziano.

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