Stefano Rodotà, intervistato da Radio Capital, parla della nota di Giorgio Napolitano del 14 agosto, affermandoche non vede spiragli per la grazia all'ex premier Silvio Berlusconi: "Napolitano ha escluso che la grazia arrivi motuproprio. E poi per la grazia sono fissate condizioni specifiche che fanno pernosul carattere umanitario della decisione. Fino a quando non saranno presenti lecondizioni indicate dalla legge,dalla giurisprudenza,dalle consuetudinicostituzionali e dai precedenti, sono quattro i riferimenti chefa Napolitano, la grazia non può essere concessa.

Questo dovrebbe chiudereil discorso e la partita".

Insomma, qualora Berlusconi dovesse chiedere la grazia al Presidente della Repubblica, lepossibilità che questa venga concessa si riducono sempre di più, nonostanteNapolitano tenga fortemente a tenere in piedi il "suo" governo delle larghe intese.

Alla domanda posta dal giornalista "ci sono altre vie per la clemenza?"Rodotà ha risposto in maniera decisa "No, non ci sono. E l'agibilità politica è un'invenzionedi questa fase, non ha nulla a che vedere con la grazia e cerca di forzare leistituzioni, anzi cerca di forzare la mano del presidente della Repubblica perrisolvere un problema politico nato da una legittimadecisione della magistratura.

È un impraticabile tentativo di trovare una scorciatoia istituzionale. Inquesto momento l'agibilità politica dipende dalle condizioni di funzionamentodel sistema politico che sono pessime, un sistema che cerca di scaricare sui meccanismi istituzionaliresponsabilità che sono sue proprie".

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