Congressi locali PD,si avvicinano le date per il rinnovo dei segretari delle sezioni territorialidel Partito Democratico e il clima è arroventato: polemiche sui regolamenti dei congressi arrivano ovviamente dai renziani che, come era prevedibile, contestanosoprattutto il "distorto meccanismo" del giocodelle tessere. In poche parole al voto nei congressi sono ammessi soltantogli iscritti al partito, ovvero itesserati PD.

Nella provincia di MassaCarrara (Toscana), ad esempio, i congressi dei 41 circoli PD sparsi sulterritorio si terranno il 20 e il 21 ottobre e il regolamento è sempre lostesso: "Per le candidature per le cariche elettive di circolo – cita l'articolo2, comma 4 del regolamento – è richiestal'iscrizione allo stesso circolo".

Insomma congressilocali "chiusi" e non aperti come il congresso nazionale (che si terrà l'8dicembre) e come chiedono i renziani. La contraddizioneè grande come una casa ed evidente a tutti: come ottenere il più ampio consensoe l'adesione della cosiddetta societàcivile se si restringe la partecipazione ai soli iscritti al partito? Forsequalcuno ha ancora paura della decantata "rottamazione", vocabolo che sembramandato in soffitta anche dagli stessi renziani. Ora l'atteggiamento è un altroe si invoca il "partito leggero".

"Dobbiamo arrivare a creare partiti leggeri – afferma Giacomo Bugliani, consigliere comunalePD considerato il Renzi di Massa – partiti che non siano strumenti di potere,ma strutture in grado di portare ad un ricambio della classe politica, allavalorizzazione dei giovani e delle intelligenze emergenti nella società"

Intanto i giorni del congressolocale a Massa si avvicinano e gli iscritti al partito preparano lecandidature.

"In molti mi stanno chiedendo di candidarmi – continua Bugliani – ma potrei rifiutare proprioperché bisogna fare questa partita con regole democratiche. Sono contrario al gioco delle tessere. Il congressonazionale è aperto a tutti, ma i congressi locali no: rischiamo di avere unadirigenza nazionale di cambiamento (che spero trovi in Renzi il segretario) euna locale legata alle vecchie gerarchie di partito".

Anche per questa volta però le direzioni nazionali eregionali del PD sono rimaste sorde all'esigenze della cosiddetta "base delpartito", che sempre più invoca ad un'apertura senza vincoli contro le vecchiestrutture politiche.

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