"Con lo strumento dell'amnistia potremmo darerisposte all'Europa in 24 ore e nonsolo entro il maggio 2014". Così il leader storico dei radicali, MarcoPannella, ieri a Roma dopo la visita di Capodanno nel carcere di ReginaCoeli, è tornato a parlare dei provvedimenti di clemenza necessari perrisolvere il problema del sovraffollamento carcerario.

Oltre a Pannella, della delegazione radicale ieri in visita siaa Regina Coeli che nel carcere di Rebibbia, hanno fatto parte RitaBernardini, Laura Arconti, Giulia Crivellini, Isio Maureddu, Paola Di Folco eMina Welby. "Siamo qua – ha spiegato Pannella - per creare giorni,ore, notti, anni e magari vite diverse per i detenuti, non vite putrefatte comequelle che stiamo condividendo con tutto il popolo non solamenteitaliano".

"Io ci credo che nel 2014 – ha aggiunto – ci sia la possibilità di concepire e poi farvivere una realtà diversa ai detenuti. In questi anni, con le nostrebattaglie, abbiamo seminato molto e speriamo che sia arrivato il momento diraccogliere il frutto che, come un baobab, resterà per sempre".

"Qui dentro oggi – ha detto Pannella ai microfoni diRadio Radicale - forse c'è molta più sensibilità che a livello partitocraticoper i problemi del diritto e della giustizia. Mentre nelle carceriitaliani ci sono condizioni che tutti riconoscono essere di tortura, tutti si aspettavano che avvenisserorivolte e l'esasperazione della violenza. Qui – ha aggiunto - c'è invece molto più senso acquisito di giustizia diquanto non ce ne sia fuori nelle più alte sfere.

Anche se devo riconoscere che– dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano alla Corte costituzionale - non siamo più soli a dire che l'amnistia èlo strumento necessario e adeguato per far uscire fuori il nostro Paese daquella condizione di flagranza di reato". Secondo Pannella "nelperiodo fascista in Italia le carceri erano più civili di adesso".

Per indulto e amnistia è anche Giulia Crivellini, dell'associazione "Enzo Tortora" di Milano "La prima riforma che la politica nel2014 – ha detto dopo la visita nelle carceri romane ai microfoni di RadioRadicale - dovrà affrontare è quella della giustizia. Ci sono 70.000 personerecluse in luoghi fatiscenti che subiscono quotidianamente trattamenti disumanie degradanti.

Lo Stato, così facendo, si conferma – sostiene - un criminaleabituale. Non è più rimandabile restare assolutamente inerti a quello che la Corte di Strasburgo ci dice sul piano dei diritti umani".

Capodanno in carcere anche per MinaWelby, copresidente dell'associazione "Luca Coscioni" per la libertà di ricerca scientifica. "Mi sonoricordata di mio padre, che è stato due anni in prigionia in Jugoslavia. Venendoqui, dove si dovrebbe aiutare a recuperare una vita, per me – ha detto MinaWelby a Radio Radicale uscendo da Regina Coeli - è molto difficile credere cheda qui escano persone recuperate per una nuova vita. Loro sperano in una nuovavita, sperano di uscire e ritrovare la libertà. Ma non so che libertà avranno poi, perché la libertà deve essereinteriore e i detenuti qua dentro non vengono educati alla libertà".

"Ho visto delle coseche scriverò, per il momento sono ancora sotto shock", ha detto Laura Arconti, presidente di RadicaliItaliani, uscendo dal carcere. "Ricordomio padre in prigione a San Vittore smagrito e smarrito. Una sensazione – ha dettoLaura Arconti a Radio Radicale - che ho riprovato oggi ed è un'esperienza chevorrò descrivere in qualche modo perché qualcun altro capisca".

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