Uno studioso facente parte dell'Institut für Evolution und Okologie, di nome Klaus Reinhardt, ha realizzato una ricerca dal titolo "The Entomological Institute of the Waffen-SS: evidence for offensive biological warfare research in the 3rd Reich". In questa tesi si evidenzia che «Nel gennaio del 1942, il Capo della Schutzstaffel (SS) e della polizia nella Germania nazista, Himmler, ha ordinato la creazione di un istituto entomologico per studiare il controllo degli insetti che recano danni agli esseri umani».


La struttura fu veramente messa a punto all'interno del sottosuolo del celebre campo di concentramento nazista con sede a Dachau, centro in cui erano già in atto una serie di ricerche aberranti ai danni dei prigionieri. Tuttavia, fino ad oggi non si era a conoscenza che era stato adibito anche alla ricerca sulla guerra biologica. L'articolo apparso su ''Endeavour'' analizza protocolli di ricerca di Eduard May, il quale Heinrich Himmler aveva collocato nella struttura come coordinatore dell'iniziativa. I protocoli ''confermano l'esistenza di un programma di ricerca di guerra biologica offensiva nella Germania hitleriana''.


Il motivo per cui le terribili SS avevano scelto proprio Dachau come posto per studiare armi biologiche è che negli insetti di quel campo di concentramento erano già in corso i deplorevoli esperimenti del professor Claus Schilling (giustiziato nel processo di Norimberga) che prevedevano anche di inoculare la malaria a zingari ed ebrei. Lo studio di Reinhardt conferma ciò che sostiene lo storico Frank Snowden, il quale dice che i nazisti, invertendo lo scorrere delle pompe drenanti, avevano allagato le paludi delle bonifiche pontine, che si trovavano sulla strada che conduceva gli Alleati a Roma, per introdurre centinaia di larve di zanzare portatrici della malaria. Tuttavia i militari statunitensi e inglesi resistettero alla grande all'attacco biologico perché gli erano stati somministrati farmaci antimalarici.


Si sa che le Potenze dell'Asse hanno utilizzato armi chimiche, ma per tanto tempo si è parlato del fatto che la Germania nazista, malgrado il divieto di Hitler che nel 1925 aveva firmato il protocollo di Ginevra contro le armi biologiche, avesse cercato di produrle egualmente. Secondo Reinhardt, nel 1944, a guerra ormai persa e con gli Alleati che avanzavano in Italia, presso l'Entomologischen Institut delle Waffen-SS ''fu dato anche il compito di testare la capacità di varie tipologie di zanzare di sopravvivere senza cibo o acqua e, quindi, la loro idoneità a essere infettate con la malaria e lanciate dall'aria in zona nemica''.


Leggendo documenti dell'Entomologischen Institut delle Waffen-SS, Klaus Reinhardt si è interrogato sul perché l'abominevole partito nazista aveva la necessità di studiare gli insetti.''Non aveva ragione - afferma Reinhardt - nel corso della seconda guerra mondiale, poichè la Germania di Hitler possedeva già vari e rinomati centri di ricerca entomologica''. Dopo aver scrutato gli archivi del dopoguerra, Klaus Reinhardt ha constatato che ''pure se il centro era rivolto a lottare contro le malattie veicolate dagli insetti come il tifo, ha svolto anche un ciclo di ricerche sulle zanzare, le quali potrebbero essere state adoperate nella guerra biologica''.
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