Si parla incessantemente di abolizione delle province in questa prima metà del 2014 ma, inrealtà, sembra trattarsi più che altro di una mera riorganizzazione di quanto già esiste. Questo perché il ddl Delrio non abolisce affatto glienti intermedi ma fa un collage che vede la cancellazione di alcuni,sostituzioni e modifiche i cui aspetti ancora non paiono essere chiari. Siattende l’ultimo passaggio alla Camera dei Deputati dopo il voto del Senato sucui il governo Renzi ha posto la fiducia.



Per prima cosa va detto che l’abolizione delle province non sipuò ratificare con un ddl ma con una legge costituzionale: per questo motivo ilLegislatore non ha potuto prevedere a depennare la parola “Provincia” dall’articolo 117 della Costituzione.

Andiamo a vedere le ultime notizie concernenti le novità che comunque, salvo clamorosiesiti del voto alla Camera, dovrebbero arrivare.



Per prima cosa l’abolizione delle province intesa insenso stretto riguarderà appena una decina di enti che saranno sostituiti dallecittà metropolitane: stiamo parlandodelle aree più vaste che circondano le principali città italiane. Le cittàmetropolitane saranno presiedute dal sindaco del comune capoluogo ed avrannouna giunta composta da consigliere comunali, questo almeno fino a quando nonsarà stabilito diversamente. Considerati i tempi del Legislatore italiano, c’è da aspettarsi che potrebbero volerci anni, se non decenni, perdecidere su questo aspetto.



Gli altri enti per i quali si parla erroneamente diabolizione delle province, invece,non saranno eliminati ma soltanto riorganizzati.

I sindaci e i consigliericomunali andranno a comporre i consigli provinciali sulla base di un’elezione indiretta. Si prevede il progressivo svuotamento di funzioni della provincia per favorire iltrasferimento alle città metropolitane ed ai consorzi di comuni di cui ancorasi ignorano le peculiarità.



Le ultime notizie parlano di novità anche per i comuni: è infatti stabilito che per quelliinferiori ai 3 mila abitanti sarà istituito il terzo mandato da sindaco e saràaumentato il numero di consiglieri comunali.

I tremila politici in meno di cuiparlava Renzi paiono uscire dalla porta e rientrare dalla finestra.



Secondo quanto dichiarato dallo stesso Delrio, l’abolizione delle province porterebbead un risparmio per i cittadini di due miliardi di euro. Non è d’accordo la Corte dei Conti che quantifica le minori spese in pochecentinaia di milioni di euro.

Per capire chi avrà ragione basterà poco tempo:sicuramente, però, il ddl Delrio appare insufficiente e poco coraggioso. Undato che, da solo, legittima chi parla di bluff e spot elettorale per MatteoRenzi in vista delle europee del 2014.

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