Il Movimento 5 Stelle, attualmente in testa in quasi tutti i sondaggi politici, ha affermato tramite le parole di Alessandro Di Battista, che presenterà nei prossimi giorni una mozione di sfiducia contro il ministro per le riformecostituzionali Maria Elena Boschi, dal momento che si ritiene abbia un conflitto di interessi nello scandalo bancario che ha colpito il paese. Tale mozione rientra, secondo quanto affermato da Di Battista, ospite nella trasmissione "Intervista" condotta da Maria Latella, in una più ampia commissione d'inchiesta volta a far luce sul sistema bancario italiano.

Di Battista ha anche attaccato ampi settori dell'informazione, rei secondo il deputato del Movimento 5 Stelle, di non essere imparziali nel dare dei giudizi su questa vicenda. Di Battista, infatti, ha affermato che "se la Boschi fosse stata un ministro del governo Berlusconi che cosa avrebbero scritto i giornali di pseudo-sinistra? Cosa avrebbero detto Nanni Moretti e Roberto Benigni? Questa dicotomia è assurda".

Per M5S sul Ministro Boschi vi è conflitto d'interessi

Lo scandalo, che ha portato sul lastrico migliaia di investitori che avevano comprato dei titoli bancari rischiosi e consigliati dalle loro filiali di riferimento, ha colpito laCarife, la Banca Marche, la Carichieti e la Banca Etruria. Quest'ultima è finita sotto i riflettori dal momento che, il padre del ministro Boschi, era vicepresidente,e il fratello del ministro vi aveva lavorato per molto tempo.

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M5S Matteo Renzi

Il salvataggio di queste banche, ritenuto dal Premier Matteo Renzi fondamentale per evitare che altri investitori fossero colpiti dal disastro delle obbligazioni rischiose, viene considerato dall'opposizione e dal Movimento 5 Stelle in particolare, un vero e proprio caso di conflitto di interessi per il ministro per le riforme costituzionali, che potrebbe dunque aver favorito il salvataggio di quella banca per non creare disagi al padre.

Nella medesima trasmissione,Alessandro Di Battista ha poi puntualizzato la sua intenzione di non candidarsi come sindaco di Roma, dopo che le dimissioni di Marino hanno aperto la strada per le elezioni anticipate. La decisione sul candidato per le elezioni comunali della Capitale seguirà, quindi, la normale proceduradel Movimento 5 Stelle, ovvero tramite le elezioni in rete.

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