La Camera sembra intenzionata a concludere in tempi brevi la discussione dei provvedimenti sugli sprechi alimentari, tema su cui sembra che nessun partito si senta di mettere i bastoni tra le ruote

La necessità di favorire un’economia di tipo circolare ed il contrasto alla povertàe ad un modello di vita troppo consumistico, sembrano aver centrato il difficilissimo compito di mettere tutti d’accordo, almeno all’interno delle aule parlamentari. Questa armonia fra i partiti è un evento straordinario, specialmente in questo periodo pre elettorale così carico di tensioni.

I provvedimenti finalizzati alla limitazionedegli sprechi stanno proseguendo il loro iter in commissione Affari Sociali alla Camera, in un clima di collaborazione tra i deputati di tutti i gruppi politici. In particolare sono oggetto di grande attenzione le norme che si occupano di spreco alimentare.

I dati della Fao sono impressionanti

I dati riportati dalla Faosulla quantità di cibo destinata a consumo umano e animale e che ogni anno si deteriora e va buttato, sono impressionanti e si scontrano drammaticamente con quelli relativi all’impoverimento di un numero sempre maggiore di individui. E’ circa un terzo la produzione mondiale di cibo che finisce in spazzatura, con un’incidenza maggiore nelle aree dei Paesi sviluppati.

Un dato che diventa ancora piàù drammatico se si confronta con un'altra inforamzione: nel mondoun miliardo persone sono denutrite.

Se il nostro Parlamento riuscisse veramente ad emanare in tempi brevi una legge per regolamentare in modo efficiente le procedure destinate a limitare gli sprechi, quelli alimentari in particolare, sarebbe un segnale importante anche a livello educativo.

La legge del buon samaritano

Attualmente in Italia esiste la “legge del buon samaritano” (lg. 155/2003) che consente “alleOnlus che si occupano di sfamare i poveri che vivono nel territorio di recuperare le quantità di cibo non utilizzato dalle mense scolastiche o aziendali, dai ristoranti e dai supermercati”. A detta di molti operatori del settore, però, tale normativa sarebbe rimasta impantanata nei meandri della burocrazia.

Semplificare le norme

L’intento ora è quello di superare questo impasse, semplificando le norme sulla cessione dei prodotti, ancora utilizzabili, ma non più idonei alla vendita. Oltre a questo, il provvedimento sulla limitazione degli sprechi in discussione alla Camera, amplia la platea dei soggetti che potranno occuparsi della distribuzione gratuita. Oltre alle onlus, potrà operare“ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse ad una delle fasi di produzione, confezionamento,trasformazione, distribuzione e somministrazione degli alimenti”.

Intanto i “cugini francesi” ci hanno preceduto, approvando poche settimane fa una legge che punisce severamente chi rende inutilizzabile cibo ancora commestibile.

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