Ad Antonio Pennacchi non va proprio giù la legge Fiano sul divieto di propaganda fascista, appena approvata dalla Camera e in attesa del voto definitivo del Senato. Secondo lo scrittore, autore di best seller come Canale Mussolini, il divieto di commercializzare gadget su fascismo e nazismo, quello di gesti come il saluto romano e anche la cancellazione delle vestigia del Ventennio dai monumenti storici si configurerebbero come provvedimenti talmente antifascisti che nemmeno i partigiani come Sandro Pertini, che il fascismo lo avevano combattuto veramente, si erano sognati di imporre al nemico sconfitto.

Intervistato dal quotidiano La Verità, Pennacchi si scaglia contro il deputato Pd Emanuele Fiano , primo firmatario del testo di legge, e spiega i motivi della sua avversione, anche se il suo giudizio complessivo sul fascismo “non può che essere negativo”.

Fiano più antifascista di Pertini ma con 70 anni di ritardo

Intervistato dal giornalista Adriano Scianca per La Verità, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, sul merito della legge Fiano, Antonio Pennacchi, come sua abitudine, non usa mezzi termini per esprimere il suo pensiero. A suo modo di vedere, la legge contro la propaganda fascista appena approvata a Montecitorio è semplicemente “antidemocratica”. Lo scrittore per rafforzare la sua tesi fa anche il nome di Voltaire, senza bisogno di citare la sua celebre frase ‘Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo’.

Insomma, secondo Pennacchi, “la democrazia non può essere intesa come dittatura della maggioranza”, ma il suo compito è anche quello di difendere le minoranze. Una legge, quella firmata dal deputato Pd di origini ebraiche Emanuele Fiano, che arriva fuori tempo massimo, a più di 70 anni dalla fine della guerra civile in Italia.

“Certe cose - prosegue Pennacchi - non sono passate per la testa nemmeno a quelli che la resistenza antifascista l’avevano fatta per davvero”. Lo scrittore fai nomi di Sandro Pertini, Luigi Longo e Adriano Ossicini, storici militanti partigiani. Dunque, si chiede polemico, “perché noi dobbiamo essere più antifascisti delle brigate partigiane?”.

Contro la cancellazione della scritta Dux

Quando poi il giornalista gli chiede un parere sulla paventata intenzione di cancellare scritte, come quella che inneggia a Benito Mussolini sull’obelisco del Foro Italico di Roma, lo scrittore non si contiene più. “È ‘na stronzata - sbotta Pennacchi - quel bene è protetto da vincolo”. Il fatto è che secondo lui non esiste una vera emergenza di “insorgenza fascista” nel nostro paese, che ha ben altri problemi da risolvere. Vero poi che il fascismo fu una “dittatura” che ha portato “leggi razziali” e “guerre tragicamente perse, ma in 20 anni ha fatto anche alcune cose positive come la “costruzione di uno stato sociale”, la bonifica delle zone paludose e la “modernizzazione” dell’Italia.

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