Durante un convegno, tenutosi a Roma il 14 novembre scorso, le parlamentari di Forza Italia, Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini, si sono dichiarate favorevoli alla caccia. Michela Vittoria Brambilla - fondatrice prima della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente (LDAA) e poi del Movimento animalista con la benedizione politica di Silvio Berlusconi - si batte invece per l’abolizione della caccia, anche attraverso un referendum se necessario. Un bel problema per il leader del centrodestra far conciliare nelle urne di marzo le ragioni degli animalisti con quelli delle ‘doppiette’.

Sullo sfondo di questo contrasto politico c’è la protesta di diverse associazioni di cacciatori lombardi che se la sono presa con l’assessore regionale all’Agricoltura della Lombardia, il leghista Gianni Fava.

Gelmini e Bernini a favore della caccia

Come riportano il sito greenreport.it e l’informatissimo blog di Roberto D’Agostino, Dagospia, Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini hanno preso parte, lo scorso 14 novembre, ad una tavola rotonda dal titolo ‘La gestione del patrimonio vivi-faunistico in Italia: tra piccoli e grandi passi, dove siamo e dove arriveremo’, organizzata a Roma dalla Fondazione Una (Uomo, natura, ambiente). In quella occasione, l’ex ministro dell’Istruzione, originaria di Brescia, tradizionale terra di cacciatori, ha dichiarato che dietro la pratica della caccia ci sono “posti di lavoro e pezzi di economia”, come l’industria delle armi.

Per questo secondo la Gelmini occorre agire con “buon senso ed equilibrio” perché “non si possono confondere gli animali da compagnia con quelli selvatici”. L’esatto contrario di come la pensa il Movimento animalista della Brambilla. A mettere un ulteriore carico anti animalista ci ha pensato la collega Bernini, secondo la quale “qui tra un po’ a estinguersi saranno gli uomini”.

Il Movimento animalista sbarca proprio a Brescia

Intanto, ironia del destino, quasi in contemporanea con l’evento romano, sabato 11 novembre, il Movimento animalista di Michela Vittoria Brambilla, veniva presentato proprio a Brescia, città natale della ‘cacciatrice’ Gelmini. Il movimento dell’ex ministro del Turismo, oltre al superamento degli allevamenti di animali da pelliccia e all’inasprimento delle pene per chi maltratta gli animali, ha puntato il dito anche contro la caccia.

Le ragioni dei cacciatori lombardi contro la Lega

Sempre il 14 novembre, diverse sigle associative degli amanti della caccia lombardi si sono radunate sotto la sede della Regione Lombardia per protestare contro l’assessore all’Agricoltura in quota Lega Gianni Fava, accusato di operare contro i loro interessi. Emblematico lo striscione ‘ricattatorio’ srotolato per l’occasione: ‘I cacciatori votano, gli animali no’.

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