La XVII legislatura della Repubblica italiana sta per giungere al suo termine e, per gli elettori, può essere già tempo di bilanci, non soltanto sull’efficacia dell’azione di governo, ma anche sulla produttività dei singoli rappresentanti eletti in Parlamento. A stilare la speciale classifica che consente ai cittadini di monitorare e valutare l’attività di deputati e senatori è l’associazione Openpolis il cui obiettivo dichiarato è quello di consentire ai cittadini di leggere con maggiore consapevolezza una realtà complessa come quella dell’attività parlamentare, partendo dai dati ufficiali forniti dal Parlamento stesso.

Di certo la valutazione dell’attività del parlamentare è particolarmente difficile, la stessa associazione Openpolis chiarisce che il suo indice di produttività non considera il lavoro, spesso particolarmente rilevante, che i parlamentari svolgono in seno alle Commissioni, ai Gruppi, ai Comitati, ai Collegi, alle Giunte ed Uffici del Senato e della Camera.

5 atti in 5 anni per Angelucci

Di certo, però, la partecipazione al voto e la presentazione di disegni di legge rappresentano indici significativi della produttività del parlamentare oltre a tutte le ulteriori attività che rientrano nelle funzioni legislative, di controllo e di indirizzo.

Il senatore Ghedini, noto avvocato di Silvio Berlusconi, oltre ad avere collezionato un numero di presenze inferiore rispetto a quello di un terzo portiere di una squadra di bassa classifica (con un tasso di assenze pari al 99,24%) non risulta né primo firmatario né relatore di alcun disegno di legge, mozione, interpellanza, interrogazione a risposta orale o scritta, né emendamento e co-firmatario di appena 10 atti in tutto in ben cinque anni di attività parlamentare che gli avranno fruttato poco meno di un milione di euro.

Sono invece soltanto 5 gli atti parlamentari del deputato Angelucci con un tasso di assenze del 99,59% (appena 100 presenze in 24356 votazioni elettroniche). Seguono i senatori Verdini (con il 90.81% di assenze) e Tremonti con l’81,72% e i deputati Martinelli e Piccone, entrambi con l’88,69% di assenze. Tra i parlamentari “stakanovisti” spicca invece la deputata PD Cinzia Maria Fontana con il 100% di presenze, seguita dai colleghi Guerini e Iannuzzi (rispettivamente con tassi di presenza lusinghieri del 99,98% e del 99,86%). Ottimi anche gli indici di produttività dei deputati dell’MdP Pegorer e Fornaro.

Indennità da Paperoni, risultati da fannulloni

Le remunerazioni da Paperone dei parlamentari sono ormai ben note a tutti gli italiani, con un’indennità, per i deputati, di 5.346,54 euro mensili cui si aggiunge una diaria di 3.503,11 e un rimborso per spese di mandato pari a 3.690 euro, oltre a 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e fino a 3.995,10 euro ogni tre mesi per i trasporti. Complessivamente un Senatore percepisce complessivamente circa 14.634,89 euro contro i 13.971,35 dei colleghi deputati.

Chi difende l’attuale trattamento economico dei parlamentari sottolinea che il riconoscimento di un’indennità è uno strumento di democrazia che consente la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica ed istituzionale del Paese, istituzioni che altrimenti sarebbero accessibili soltanto ai più ricchi, come accadeva nei sistemi rappresentativi censitari. Un “cafone” (contadino in pugliese) come il grande deputato Di Vittorio di certo non avrebbe potuto accedere al Parlamento censitario post-unitario.

L’indennità garantisce l’autonomia e l’indipendenza del parlamentare che, a prescindere dalle propria situazione economica di partenza, deve essere messo nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio mandato. Chi però rappresenta i cittadini e chiede a questi sacrifici e dedizione nello svolgimento del proprio lavoro dovrebbe forse per primo dare il buon esempio e sfruttare al meglio la prestigiosa opportunità offertagli dai propri elettori per mettersi al servizio del Paese. I cittadini hanno però ancora uno strumento a loro disposizione per censurare certi comportamenti, quello delle urne, dove possono evitare di confermare la propria fiducia a quei parlamentari che hanno tradito il loro mandato e le aspettative dei loro elettori.

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