marichuy, vocera indigena, candidata alle elezioni politiche messicane del 2018, viaggia per il messico promuovendo il messaggio del CIG, visitando le comunità indigene nahuas, popolucas e mestizos del sud di Veracruz. Venerdì 10 novembre il Consiglio Indigeno di Governo (CIG) e la sua rappresentante, Marichuy, hanno incontrato i popoli popolucas, mestizos e nahuas della comunità di Los Mangos, municipio di Hueyapan de Ocampo (Veracruz).

Come è accaduto in altre comunità visitate dal CIG, le popolazioni hanno denunciato le violenze, le ruberie e le espropriazioni subite a causa del "narcotraffico, dell'imprenditoria mafiosa e dei loro sudditi e complici".

Tra i delitti ricordati, anche l'assassinio di una giovane donna nahua, incinta, e di una bambina popoluca, nonché le sparizioni forzate di numerosi giovani e i tentativi di esproprio territoriale ad opera di imprese connesse a mega-progetti per l'estrazione di idrocarburi appoggiate da istituzioni governative, come il Registro Agragrio Nacional y la Procuraduria Agraria.

Queste comunità, nonostante le vessazioni quotidiane, sono riuscite ad organizzarsi ed emanare 60 atti assembleari dove si impegnano a resistere e contrastare le perigliose condizioni di vita in cui versano, propugnando un sistema di autodifesa attiva che avrà il suo apice nel voto, con la ferma opposizione dei popoli alle sterili politiche del prometto ma non mantengo, tipiche delle fasi pre-elettorali.

Opposizione che si esprimerà nel sostegno alla candidata indipendente del CIG, Marichuy. Maria de Jesus Patricio Martinez, questo il nome completo della vocera, ha spiegato le ragioni per cui il CIG è stato costituito e quale la missione alla base del progetto, evidenziando: "Dobbiamo pensare oltre al 2018: come organizzarci, non solo nel Messico, ma nel mondo. Perché il capitalismo che distrugge terra e territori, non si trova solamente qui, ma in tutto il pianeta, e noi tutti, veri proprietari della terra, possiamo ostacolarlo" (ndr.

traduzione da originale).

Il viaggio di Marichuy

Il primo luglio del 2018 si terranno, in Messico, le elezioni presidenziali che vedranno, a fianco dei classici partiti, la presenza di una candidata d'eccezione, scelta dal popolo per il popolo. Marichuy, indigena nahua, è stata nominata dal CIG come sua portavoce allo scopo di portare al centro del dibattito nazionale (e non solo) le problematiche connesse alle estreme condizioni di vita delle popolazioni indigene, indigenti, del Messico e, al tempo stesso, sensibilizzare verso questioni fondamentali che riguardano lo Stato.

Tra queste si ricordano la parità di genere, il contrasto al narcotraffico e alla violenza, politiche di inclusione nel rispetto della dignità degli indios, accesso garantito all'educazione, alla sanità, al mercato del lavoro, rispetto della territorialità indigena e delle comunità autonome. Attualmente, Marichuy sta viaggiando per il Paese, divulgando il messaggio del CIG, mentre vengono raccolte le firme necessarie alla registrazione ufficiale della candidatura.

Il CIG e la portavoce sono appoggiati e protetti, durante il pericoloso peregrinare, da membri dell'ezln (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale).

Marichuy rappresenta oltre 50 popoli indigeni in 17 stati. E' la prima volta nella storia del Messico contemporaneo che un simbolo così potente si palesa allo sguardo della popolazione. Un simbolo che racchiude l'animo degli oppressi e degli emarginati. Un simbolo, una donna, portavoce della sofferenza particolare di un genere (quello femminile) e di una compagine vasta (gli indigeni e gli oppressi), che parla a nome di tutti i messicani per dar loro una speranza ed un'alternativa concreta e luminosa.

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