Bernie Sanders aveva stupito il mondo, con la sua corsa alla nomination democratica nel 2015-2016, persa per un pugno di voti (e secondo qualcuno per volontà dei piani alti del partito) contro Hillary Clinton. Le ultime voci dicono che il senatore del Vermont potrebbe provarci di nuovo, alle prossime presidenziali statunitensi del 2020. Voci che in realtà non si sono mai fermate, vista l'immensa popolarità raggiunta da Sanders tra la base del partito, in particolare i più giovani, ma che ora sembrerebbero trovare conferma, dopo un incontro dello scorso sabato (durante lo shutdown) tra l'interessato e i suoi più importanti consiglieri politici, in cui si sarebbe affrontato il discorso 2020.

Secondo quanto riportato da Politico, il senatore sarebbe stato sollecitato a essere il front-runner del partito e, nel caso decidesse di farlo, di cominciare a organizzarsi di conseguenza. Il 2020 non è poi così lontano, e una corsa presidenziale richiede una grandiosa struttura organizzativa, diffusa su tutto il territorio nazionale. Senza contare che la campagna per le primarie inizia durante l'anno precedente rispetto a quello delle elezioni. Per questo non deve stupire che i partiti si stiano già muovendo in quel senso, nonostante manchino quasi 3 anni al voto effettivo.

Ma lui, Bernie Sanders, cosa dice? Per il momento evita di affrontare direttamente l'argomento, sostenendo che la priorità è battere Donald Trump ma che riguardo il 2020 non ha ancora preso una decisione.

"Il senatore è estremamente impegnato per la vittoria dei democratici nel 2018 (alle elezioni di midterm del prossimo autunno, quando si rinnoverà la Camera e un terzo del Senato ndr) - ha detto a Politico il campaign manager di Sanders Jeff Weaver - e questo è il nostro obiettivo prioritario in questo momento: riconquistare la Camera e il Senato, per fermare l'orrenda agenda di Trump".

Lo stesso Sanders correrà per un terzo mandato da senatore dello stato del Vermont.

Un socialista democratico

All'inizio della campagna per le ultime primarie presidenziali democratiche, Bernie Sanders si era definito un "socialista democratico", facendo pensare a una campagna elettorale di rappresentanza, limitata all'ala più di sinistra e minoritaria dell'elettorato democratico.

Invece, il suo programma, che prevedeva l'assistenza sanitaria pubblica e gratuita per tutti così come i college e l'aumento del salario minimo a 15 dollari all'ora, ha fatto breccia tra l'elettorato, conquistando il voto dei giovani e degli operai degli stati industriali e costringendo Hillary Clinton, la candidata designata, a un'imprevista ed estenuante corsa all'ultimo voto.

Senatore del Vermont dal 2007, Sanders ha una lunga esperienza politica alle spalle, ma non è mai stato iscritto al partito democratico. Come senatore, formalmente figura tra gli "indipendenti", anche se sostenuto dal partito dell'asino. Prima di essere senatore, è stato membro della House of Representatives (la "Camera" americana) dal 1991 al 2007, e prima ancora sindaco di Burlington (nel Vermont) dal 1981 al 1989.

Le perplessità maggiori riguardo una sua possibile corsa nel 2020 sono legate all'età. Sanders ha infatti 76 anni, e ne avrebbe 79 al momento di un'eventuale elezione. Anche l'ex vice presidente di Obama, Joe Biden, a sua volta indicato come possibile candidato, ad oggi ha 75 anni, mentre tra le giovani leve del partito ancora non è emersa una chiara leadership. Ha invece negato di essere interessata a correre per la presidenza la star televisiva Oprah Winfrey, indicata dai media come possibile anti-Trump nelle scorse settimane.

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