Non sono bastate le vibranti proteste di Israele e del suo primo ministro Benjamin Netanyahu a fermare l'iter della legge polacca che vorrebbe occultare una parte della verità storica sulla Shoah. Il testo, che prevede multe o anche il carcere fino a tre anni per chi usa espressioni come "campi di sterminio polacchi", è stato approvato ieri dal senato, dopo aver superato l'esame della Camera la scorsa settimana. Ora, per diventare legge, manca solo la firma del presidente della Repubblica Andrzej Duda, membro anch'egli del partito nazionalista di maggioranza Diritto e Giustizia, grande sponsor dell'operazione.

Duda, inoltre, è descritto dalle cronache politiche come un leader debole, con scarsa autonomia nei confronti dei vertici del governo e soprattutto del potente capo del partito Lech Kaczynski. Pare dunque improbabile che possa mettersi di traverso. Anche perché a la reazione internazionale, se si esclude quella di Tel Aviv, è stata fino a questo momento molto blanda.

La reazione di Israele

In Polonia chi appoggia il provvediment lo descrive come un modo per riscattare la reputazione ingiustamente danneggiata della nazione, a cui sarebbe attribuita parte della responsabilità storica dei nazisti nello sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Importanti esponenti politici israeliani, sia del governo sia dell'opposizione, sono insorti, ricordando che anche gli stessi polacchi ebbero un ruolo attivo nella persecuzione.

Oggi, secondo quanto riportato da The Times of Israel, il parlamentare israeliano Itzik Shmuli ha proposto una legge per replicare al provvedimento polacco, che preveda da un lato la garanzia di tutela legale per chiunque venga sanzionato dalla legge di Varsavia, dall'altro l'estensione dell'attuale legge che punisce chi nega la realtà storica dell'Olocausto, punendo con cinque anni di galera chi dovesse minimizzare il ruolo dei collaborazionisti.

"Non permetteremo ai collaboratori di nascondersi dietro ai nazisti e negare le proprie responsabilità storiche - ha detto Shmuli - molti polacchi e molti altri sentivano, conoscevano e appoggiavano la macchina sterminatrice nazista. Il tentativo polacco di riscrivere la storia e di chiudere la bocca dei sopravvissuti dell'Olocausto è sfrontato, scioccante e vergognoso, e noi ci opporremo con forza".

Il ministro dei trasporti Yisrael Catz ha invece chiesto a Netanyahu di richiamare gli ambasciatori israeliani in Polonia, una mossa che in genere fa da preludio a una vera e propria crisi diplomatica. "Le legge passata in Polonia - ha dichiarato Catz - è un grave sviluppo, dal momento che rimuove le colpe dei polacchi e ne nega la parte giocata nell'olocausto degli ebrei".

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