Silvio Berlusconi, durante il suo tour elettorale in Friuli Venezia Giulia (dove, nella giornata di domenica 29 aprile si voterà per le regionali) è approdato a Porzus, cittadina passata alla storia per l'eccidio del 1945. Qui, tra il 7 e il 18 febbraio, diciassette partigiani - tra cui una donna - della Brigata Osoppo (formazione con orientamento di tipo cattolico e laico-socialista) vennero uccisi da un gruppo di partigiani gappisti (legati al Partito Comunista Italiano).

Il leader di Forza Italia, nel corso del suo intervento, ha rilasciato dichiarazioni che auspicano il raggiungimento di una pacificazione nazionale (indispensabile per rilanciare il Paese). "Sono passati ormai due anni - ha affermato l'imprenditore milanese - da quando ho avuto occasione di celebrare un altro 25 aprile ad Onna, due volte martire, prima durante la guerra e poi del terremoto. Quel giorno - ha continuato il "Cavaliere" - mentre rendevo omaggio alle vittime espressi un auspicio, oggi più attuale che mai".

Proseguendo nel suo discorso, Berlusconi ha detto che gli piacerebbe se il 25 aprile diventasse "la festa di tutti", uno dei fondamenti della nostra identità nazionale. Subito dopo ha fatto riferimento ai valori che hanno accompagnato i giovani di quegli anni, sostenendo che sono gli stessi che dovrebbero rappresentare la base di una convivenza civile in uno Stato realmente "civile e democratico".

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Silvio Berlusconi

Infine l'ex premier ha colto l'occasione anche per ricordare come la Resistenza - così come il Risorgimento - rappresenti un fondamentale punto di riferimento dell'identità nazionale italiana.

Il riferimento all'attuale situazione politica

Inevitabilmente, il discorso è scivolato anche sull'attuale situazione politica, con il fondatore di Forza Italia che ha spiegato come stiamo attraversando un periodo alquanto confuso.

L'Italia, in questa fase, appare divisa e frammentata e, di conseguenza, oggi più che mai è importante ritrovare una forte unità di valori.

Berlusconi ha anche precisato come livore ed aggressività dovrebbero essere estranei alla politica, evitando di considerare l'avversario come un nemico: "Odio, preclusioni e veti verso chi vuole rappresentare un consenso democratico non rientrano nello spirito del 25 aprile".

Subito dopo, il leader "forzista" ha parlato anche del "rebus governo" (con il M5S e le altre forze politiche che non riescono a trovare un accordo per formare una maggioranza), ribadendo che tutti i partiti devono comportarsi in maniera responsabile, e che l'opportunità e il calcolo politico non devono confluire in una disgregazione della convivenza democratica.

L'attacco al M5S

Infine, Berlusconi ha ricordato che è necessario che i protagonisti della scena politica rispettino il voto espresso dagli italiani.

E proprio durante questo passaggio del suo intervento, è partito un duro attacco al Movimento 5 Stelle: "In Italia sta accadendo qualcosa di davvero pericoloso". Nello specifico, l'ex Presidente del Consiglio ha rivelato che, qualche giorno fa, quando ha chiesto ad alcune persone come si sentissero di fronte al comportamento tenuto dai pentastellati, costoro gli avrebbero risposto che "si sentono come gli ebrei di fronte al primo Hitler".

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