Il mondo dello spettacolo, ha sempre avuto una certa influenza su quello politico. Magari non tanto in termini di risultati, ma spesso in termini di visibilità. Molto spesso, l’ideologia è entrata direttamente nell’opera degli artisti: cantanti, ma anche registi, attori; in particolar modo tra gli anni 60 e 70, trovando nuova linfa nel periodo del “berlusconismo”.

Ovviamente, questo non è un costume tutto italiano, ma molto sviluppato anche oltreoceano dove le campagne elettorali hanno bisogno di costanti e consistenti fondi; fondi di cui dispongono i divi di Hollywood.

L’ultima campagna presidenziale tra Trump e Clinton né è stata una prova. E come in Italia la tendenza politica di questi artisti, tendeva molto spesso verso sinistra.

Diminuita l’aura berlusconiana, sembrava che la stessa sorte dovesse capitare al leader della lega Matteo Salvini, disprezzato forse più di Berlusconi. Ma inaspettatamente, a poco meno di un mese dalle elezioni che lo hanno visto uscire protagonista; alcuni frequentatori dei cosiddetti salotti della sinistra lo hanno inaspettatamente rivalutato.

La rivalutazione dell’uomo nero

Alcuni ma non tutti. Salvini personaggio scomodo, dalle idee forti, sicuramente diretto e dalla non facile mediazione. I vip di sinistra dura e pura non hanno lesinato negli anni il dissenso e gli insulti e non hanno di certo cambiato idea. Ne sono esempio il vignettista Vauro, fedelissimo Santoriano; Antonello Venditti; gli scrittori Erri De Luca e Antonio Pennacchi; fino ad arrivare a Oliviero Toscani.

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Lega Nord

Altri invece hanno rivalutato l’opera salviniana; magari non a livello di idee ma sicuramente ne hanno riconosciuto l’incredibile opera politica. Tra i personaggi dello spettacolo che hanno reso l’onore delle armi il più noto è stato Claudio Amendola, noto sostenitore delle posizioni di sinistra comunista, cui ha fatto eco Antonio Albanese, l’inventore di Cetto La Qualunque che ha riconosciuto la capillare azione del leader del carroccio sulla Lega.

Anche Margherita Buy, attrice icona della sinistra romana, pur non cambiando idea sulle proprie posizioni politiche ha dovuto ammettere che Salvini ha dimostrato una straordinaria capacità politica.

Anche Lando Buzzanca non ha lesinato lodi a Salvini. Ma lui è sempre stato un simpatizzante di posizioni di destra. Una mosca bianca, un po’ come Clint Eastwood e Schwarzenegger a Hollywood.

Amendola non ritratta e rilancia

Claudio Amendola è stato il primo a incoronare Salvini definendolo il miglior politico degli ultimi 20 anni e facendo inorridire gran parte dei colleghi.

Ci ha pensato Aldo Grasso a rispondergli, ricordando le posizioni sul segretario leghista che lo stesso Amendola aveva solo pochi anni orsono.

Ma Amendola non si è fatto certo cogliere impreparato e non ha ritrattato ma rilanciato quanto detto. Infatti ha voluto rincarare la dose definendo Salvini il miglior politico degli ultimi non 20 ma 30 anni, capace di conquistare la leadership del suo partito, andare al governo nelle regioni più produttive d’Italia e portarlo ad essere uno schieramento a rilevanza nazionale.

Per di più ha anche conquistato la leadership nella sua coalizione e si potrebbe presentare dal capo di stato per un incarico di governo. Proprio per questo Amendola fatica a trovare uno che abbia fatto meglio.

Inoltre conclude l’attore, in tutto questo la sinistra è evaporata. Si è trasformata in un’azienda e ha perso di vista il suo essere partito politico.

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