Recentemente Viktor Orban ha stravinto le elezioni politiche ungheresi, confermandosi per la terza volta consecutiva premier della nazione magiara. L'esito di tali elezioni presidenziali è stato considerato alquanto scontato da parte di diversi analisti ed opinionisti, anche e sopratutto per via del fatto che le opposizioni risultano essere poco influenti e sotto-rappresentate nei mass media e nell'opinione pubblica del paese dell'Europa orientale.

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Inoltre, non pochi esperti critici del governo di Orban sostengono che l'Ungheria sia diventata una 'democrazia illiberale', mentre i sostenitori dell'attuale presidente affermano che invece sarebbe una 'democrazia sovrana'.

Il premier dell'Ungheria: 'Il popolo magiaro vuole mettere fine alle interferenze di Soros'

Durante la campagna elettorale del partito di governo 'Fidesz', uno dei 'mantra' vincenti di Orban è stato indubbiamente quello riferito alle accuse contro il noto finanziere statunitense di origine ebraico/ungherese George Soros.

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Difatti, Orban considera Soros come il 'principale nemico' del suo governo e ha recentemente sostenuto che l'esito delle elezioni presidenziali dimostrerebbe che il popolo ungherese voglia mettere fine alle 'ingerenze' di Soros e delle organizzazioni non governative da lui stesso fondate e/o finanziate. Oltre a ciò, Orban ha ricordato che già da diverso tempo è attivo un disegno di legge contro il finanziere e le stesse ong che si occupano dei migranti, chiamato 'Stop Soros'.

L'accusa del governo magiaro nei confronti del finanziere: 'Finanzia l'invasione islamica dell'Europa'

Secondo Orban e il governo ungherese, Soros sarebbe l'architetto di un 'preciso piano politico' che prevederebbe l'invasione extracomunitaria dell'Ungheria e dell'Europa, e di conseguenza la sua 'islamizzazione'. Tale tesi è stata smentita più volte dallo stesso finanziere e filantropo fondatore della 'Open Society' e dalle ONG a lui vicine, che hanno sostenuto che il loro interesse è semplicemente garantire dignità ai migranti che arrivano nel paese magiaro e in tutta Europa.

Su tale tematica, la questione risulta alquanto dibattuta e c'è chi fa notare che la stessa 'Open Society' di Soros è un'organizzazione che ha lavorato e lavora per i diritti umani e delle minoranze e, d'altro canto', chi sostiene che tale attivismo delle ONG possa essere utilizzato indirettamente da parte di gruppi islamisti o che rientri in un progetto politico di stampo 'mondialista'.

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