Il primo giro di consultazioni al Quirinale si è chiuso con un nulla di fatto. Il Presidente, Sergio Mattarella, ha spiegato che al momento, tra le parti, non sono emerse intese e, dunque, la formazione del nuovo governo è rinviata alla prossima settimana, quando verranno effettuate nuove consultazioni.

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Per ora, appare chiaro che il Movimento 5 stelle ha assunto un ruolo centrale. Non solo per il quanto riguarda il posizionamento politico, ma anche per la loro necessità di "distribuire le carte".

Niente governi tecnici

Luigi Di Maio, dopo aver rilanciato la possibilità di 'contratto' sul modello tedesco, ha subito chiarito un punto. Niente legislature tecniche, governi di scopo o "governissimi". Anche i giochi di Palazzo devono essere accantonati.

Dopo il primo giro di consultazioni nessun vincitore e nessun vinto
Dopo il primo giro di consultazioni nessun vincitore e nessun vinto

I pentastellati, dunque, vorrebbero un Governo che consenta alle diverse forze politiche di decidere temi, procedure e tempi per trovare soluzioni valide alle questioni più importanti. Questo governo, potrebbe portare la firma o del Movimento 5 Stelle e della Lega oppure del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, Il leader grillino, esclude Forza Italia (in quanto, fa notare, non esiste alcuna coalizione di centrodestra), ma considera nella sua interezza il PD (e non chiede ai renziani nessun passo indietro).

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Non bisogna, però, dimenticare che più il ruolo è importante, maggiore è l'onere. E la posizione dei Cinque Stelle è, fin qui, obbligata: non si può alleare (almeno è quello che sostiene) e di conseguenza si è lanciato in un gioco rischioso che può condurre al governo con Luigi Di Maio premier. Se ciò accadesse i pentastellati avrebbero realizzato un vero e proprio capolavoro politico.

La posizione della Lega e...quella del Pd

La Lega, che ha buoni risultati sul tavolo, non è messa male, anzi.

Matteo Salvini, come il suo antagonista, non ne vuole sapere di "governi di scopo". Si sta impegnando, infatti, per un governo di almeno 5 anni che coinvolga il M5S, ma che abbia come punto di partenza il centrodestra. Anche alla Lega, come ai pentastellati del resto, serve del tempo. E' necessario, infatti, vagliare le varie ipotesi e rendere più forte e sicura la propria leadership all’interno della coalizione del centrodestra. Infatti, se Salvini riuscisse ad ottenere un ulteriore vantaggio su Berlusconi, le cose sarebbero ben diverse.

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Anche nel caso in cui si ritornasse alle urne (che, per il leader del Carroccio, non sarebbe il peggior male possibile).

Il Pd, almeno per ora, rimane alla finestra. Può darsi che, alla fine riuscirà a rientrare, ma non è certo. Difficile dire se Martina si siederà con Di Maio.

Il Presidente della Repubblica, dunque, prima di procedere ad un incarico o a un mandato esplorativo, preferisce quindi lasciare agli 'auto incaricati' Salvini e Di Maio la possibilità di fare nuovi sondaggi.

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Per capire se ci sarà spazio per un nuovo governo politico (anche tra partiti differenti) sarà necessario attendere le consultazioni della prossima settimana.

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