5

Per essere il leader di un movimento politico che ha sempre avuto rapporti burrascosi con la stampa, Luigi Di Maio è fin troppo loquace. Così, dopo aver taciuto il nome del premier - indicato al Capo dello Stato insieme a Matteo Salvini - nel corso della conferenza stampa al Quirinale, lo stesso Di Maio è stato preda dei suoi giovanili ardori e non ha resistito alla tentazione di rivelare ai giornalisti l'identità del 'mister x' più famoso d'Italia. Sospiro di sollievo da parte dei direttori delle testate che, dunque, gli articoli già predisposti non li dovranno modificare più di tanto, perché per l'appunto il nome era già noto. Giuseppe Conte potrebbe essere il 29° presidente del Consiglio dei ministri dell'Italia repubblicana ed il primo della Terza Repubblica che prenderà ufficialmente il via se e quando Sergio Mattarella conferirà l'incarico.

Poi il nuovo esecutivo dovrà ovviamente passare dalla fiducia delle Camere, ma almeno dopo 80 giorni [VIDEO] c'è una vera ipotesi di governo per il Paese. Sarebbe il 65° esecutivo dal 1946 ad oggi.

'Non è un politico? Era nella mia squadra'

In questi giorni il nome di Giuseppe Conte è saltato puntualmente agli onori della cronaca Politica alla voce di 'premier tecnico alla guida di un esecutivo politico'. Un'etichetta che Di Maio rigetta fermamente. "Non è stato eletto da nessuno? Era nella mia squadra di governo ed è stato dunque votato da 11 milioni di italiani", dice il leader pentastellato ed il riferimento è alla scelta di Conte, al momento della presentazione del proprio esecutivo prima delle elezioni del 4 marzo, in qualità di ministro della Pubblica amministrazione di un eventuale governo a Cinque Stelle.

Ma oggi, considerato che l'esecutivo sarà bicolore con la Lega, quello di Conte è un profilo che va bene anche a Salvini. Ovviamente Di Maio lo rivendica come proprio e, alla luce di quanto appena descritto, non ha tutti i torti. "Questo nome mi rende orgoglioso perché è la sintesi del Movimento Cinque Stelle e non vesserà il popolo italiano". Il leader del M5S lancia anche una moderata risposta alle critiche di alcuni politici europei sul nascente esecutivo italiano. "Fateci partire, in caso poi criticateci".

Salvini: 'Tutti i premier sono politici'

Salvini si mantiene più abbottonato rispetto al compagno di viaggio. "Un tecnico? Tutti i premier sono politici", ha affermato il segretario della Lega, sottolineando che il governo che sta per nascere metterà al centro gli italiani. Il motto leghista non cambia, ma diventa leggermente più morbido: "Prima gli italiani, rispettando tutti". Da qui parte la stilettata in direzione UE: "Qualcuno all'estero dovrà cambiare prospettiva. Il nostro sarà un governo di speranza, ma certamente non remissivo".

Chi è il candidato premier?

Non è per puro spirito di contraddizione che ci sentiamo di dissentire dai due leader, ma Giuseppe Conte in effetti non è mai stato un politico e non ha alcuna esperienza nelle pubbliche amministrazioni. Si tratta comunque di uno stimato professionista, avvocato civilista e docente di diritto. Ha 54 anni ed è pugliese, originario della provincia di Foggia. Ha conseguito la laurea in giurisprudenza nel 1988 e si è perfezionato a Yale ed alla New York University. Ha insegnato diritto privato all'Università di Firenze ed alla LUISS di Roma. Attualmente ha uno studio legale a Roma ed è anche avvocato patrocinante in Cassazione. Il suo primo accostamento con il M5S è recente, pochi giorni prima delle elezioni politiche del 4 marzo scorso, infatti, Luigi Di Maio lo aveva indicato come ministro della Pubblica amministrazione del suo eventuale governo. Durante il suo intervento in sede di presentazione dell'esecutivo pentastellato, Conte aveva pronunciato un discorso relativo allo snellimento della pubblica amministrazione per quanto riguarda le pratiche burocratiche. Insomma, aveva puntato il dito su uno dei mali cronici del Paese.

In squadra con Di Maio

I suoi primi approcci con il Movimento, però, risalgono a qualche anno prima quando gli venne chiesto di diventare componente del Consiglio di presidenza della Giustizia Amministrativa. Era il 2013, circostanza in cui Conte precisò a Di Maio di non aver mai votato Cinque Stelle e di non essere neppure un simpatizzante. "Sono sempre stato un uomo di sinistra - ha puntualizzato durante la conferenza di presentazione della squadra di governo del M5S - ma del Movimento ho imparato ad apprezzare il senso delle istituzioni. Mi hanno convinto a candidarmi a futuro ministro di un governo le loro liste, aperte ad esponenti della società civile ed a figure professionali di primissimo piano". Durante il suo intervento aveva criticato le attuali norme anticorruzione, ritenendoli non sufficienti, aveva inoltre puntato l'attenzione su una "meritocrazia da valorizzare" nelle pubbliche amministrazioni e contestato apertamente la riforma della scuola del governo Renzi. In ultimo, un'indiscrezione circolata ieri: si dice che sia amico dell'ex ministro Maria Elena Boschi, il che non gli farebbe certamente guadagnare punti agli occhi dei grillini 'duri e puri'. In realtà è probabile, considerato che i due hanno svolto attività forense nello stesso periodo a Firenze, ma è decisamente fuori luogo puntare l'attenzione su quello che poteva essere un rapporto di amicizia tra colleghi, prima che entrambi intraprendessero la carriera politica (quella di Conte in realtà non è ancora iniziata).

Il toto-ministri

Scelto il premier, non è stata ancora ufficializzata la squadra [VIDEO]. Il toto-ministri, però, ha preso il via da un bel pezzo, più o meno dal giorno in cui Di Maio e Salvini si sono incontrati per la prima volta a Milano. Nel nuovo governo, il ruolo di Matteo Salvini sembra quello più scontato: sarà probabilmente il nuovo titolare del Viminale per mettere mano ai suoi cavalli di battaglia: migranti e sicurezza. Luigi Di Maio, considerato che ha fatto dello sviluppo economico e del lavoro due punti di forza del suo programma elettorale, potrebbe essere il titolare di una sorta di mega-ministero che accorpi entrambe le tematiche ed a lui toccheranno le patate bollenti Ilva e riforma della Fornero. Secondo le indiscrezioni, condivideranno ambedue il ruolo di vice-premier. Per quanto riguarda altri ministeri 'pesanti', l'ambasciatore e presidente di Fincantieri, Giampiero Massolo, potrebbe andare agli esteri mentre Paolo Savona (ex ministro dell'industria del governo Ciampi negli anni '90) sarebbe il profilo gradito per presiedere il ministero dell'economia, anche se in questo caso il suo nome non raccoglie certamente molte simpatie da parte di Mattarella a causa di posizioni anti-euro piuttosto note. Il deputato penstastellato Riccardo Fraccaro è stato indicato dai rumors come possibile ministro della difesa, al Movimento potrebbero andare anche i ministeri della giustizia e della cultura, i candidati sono Alfoso Bonafede e Vincenzo Spadafora, anche se nel primo caso Salvini ha avanzato il nome di Giulia Bongiorno che potrebbe spuntarla. Il Carroccio ha inoltre proposto Nicola Molteni per le politiche agricole. Infine settori quali la salute, l'istruzione e l'ambiente ed anche in questo caso si fanno i nomi di ministri già indicati da Di Maio prima delle elezioni. Nello specifico Armando Bartolazzi, Salvatore Giuliano e Sergio Costa. Per il leghista Giancarlo Giorgetti, infine, il possibile ruolo di sottosegretario.