Ieri in Irlanda, dopo più di 20 anni, si è votato per abolire uno dei divieti più restrittivi sull'aborto al mondo, quello dell'ottavo emendamento, mettendo da parte generazioni conservatrici, e occupandosi dell'ultima di una serie di rimproveri pungenti della Chiesa Cattolica Romana.

Con il 68% di persone favorevoli, i risultati annunciati, hanno portato ad un cambio della nazione in un momento in cui il populismo è in aumento in Europa.

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Già fatti molti passi avanti in una nazione cattolicissima, quando tre anni fa venne eletto un omosessuale come primo ministro Leo Varadkar, e si è votato in un referendum per consentire il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Leo Varadkar: 'Quello che abbiamo visto oggi è davvero il culmine di una rivoluzione silenziosa che si svolge in Irlanda negli ultimi 10 o 20 anni'.

Il voto abroga l'ottavo emendamento, che proibiva l'interruzione volontaria di gravidanza, della costituzione irlandese, una misura del 1983 che conferiva pari diritti al feto e alla madre, e l'aborto vietato in quasi tutte le circostanze.

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Il governo sta pensando ad una legge che permetta l'aborto entro la dodicesima di gravidanza, ed una reazione a catena con l'Irlanda del Nord, unica parte appartenente al Regno Unito, dove l'aborto è consentito solo in caso di rischio per la vita, o a salute mentale della madre.

L'esito ha segnato la fine di un'era in cui migliaia di donne ogni anno, erano costrette a viaggiare all'estero o a comprare pillole in modo illegale, anche on-line per mettere fine alle loro gravidanze,rischiando una condanna a 14 anni di prigione. Anche molti medici sono soddisfatti dei risultati, che da ora in poi potranno svolgere il loro lavoro senza andare in carcere.

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Politica

La Chiesa gli attivisti ed il referendum

La Chiesa, con la scia degli scandali che la coinvolgono, ha perso molto della sua credibilità. Infatti era assente per gran parte della campagna referendaria. Gli attivisti anti-aborto, otre ad aver ammesso la sconfitta, hanno scoraggiato la sua partecipazione, sottolineando i valori morali e i diritti umani, piuttosto che mettere in evidenza quello che la religione sottolinea, molto probabilmente per allontanarsi dagli scandali legati alla Chiesa.

Addirittura alcuni sacerdoti hanno minacciato le loro congregazioni, che non avrebbero potuto ricevere la comunione se avessero votato 'Sì'. Parole pesanti quelle di Jhon McGuirk, portavoce degli anti-abortisti di 'Save the 8th', osservando amaramente che 'i bambini non ancora nati non hanno più il riconoscimento del diritto alla vita da parte dello Stato. Presto verrà approvata una legge che permetterà di uccidere i bambini nel nostro Paese'.

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