Querele e insulti nel governo italiano ancora in bilico, infatti De Benedetti, rispondendo ad alcuni quesiti postigli da Lilli Gruber al Festival della tv e dei nuovi media di Dogliani (Cuneo), ha parlato a sproposito su molti temi della Politica italiana. Le querele, la minaccia Salvini sul quale ha rincarato la dose affermando che se il M5s è ridicolo e le dimissioni non dimissioni di Renzi sono assurde, il leader della Lega non è migliore in quanto antieuropeo e antisemita e ha aggiunto anche "finanziato da Putin". La soluzione secondo l'ingegnere è rimandare alle camere Paolo Gentiloni ed il suo governo.

Non nasconde la sua idea affermando "lo stato del Pd è chiaramente comatoso" e dice che ciò nonostante i dem hanno sbagliato a non sedersi al tavolo con Di Maio solo per dimostrare che il loro programma è insostenibile. Poi aggiunge che ciò che affermano Grillo e Di Maio sull'euro sono tutte buffonate.

Le consultazioni

Nella giornata di domani, lunedì 7 maggio, avranno luogo le quinte consultazioni di questo nuovo governo che stenta a formarsi. Volute dal capo dello stato Sergio Mattarella che dopo 60 giorni di stallo si dice esausto, viste anche le necessità di dare al paese un governo per i bisogni che premono dall'Europa e dall'economia che richiedono forte attenzione.

La giornata di oggi vedrà protagonisti ancora una volta prima il Movimento 5 stelle (alle 10.00), a seguire il centrodestra (alle 11.00, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia), poi il Partito Democratico (alle 12.00), ancora Liberi e Uguali (alle 16.00), infine i Gruppi misti (alle 16.40, tra cui ascolterà prima il misto del Senato, poi quello della Camera), poi è il turno del presidente della camera Roberto Fico (alle 17.30) e si chiudono le disquisizioni al Colle con la presidente del senato Maria Elisabetta Alberti Casellati (alle 18.00).

Il presidente della Repubblica fa sapere che comunque vada con i partiti, entro oggi l'Italia avrà un governo, in quanto nel caso in cui non si riuscisse a trovare ancora un accordo tra coloro i quali sono stati fino ad ora i protagonisti di questo sfortunato periodo, sarà lui stesso a decidere con un governo di tregua che partirà anche se non troverà riscontri positivi tra camera e senato.

Quindi si prevede l'individuazione dei ministri con i partiti che ci stanno e un giuramento anche entro la settimana per poi entrare in Parlamento nella settimana successiva. Se tutto non bastasse ad ottenere la fiducia sarà un governo dalla vita breve, infatti si dovranno organizzare le elezioni anticipate a fine settembre.

Cosa che porta sicuramente a conseguenze che ricadono sui cittadini: ritorno alle urne, flop in Europa, aumento dell'Iva e l'esercizio provvisorio. Per evitare tutto ciò Di Maio e il centrodestra si muovono per trovare una soluzione da portare davanti al capo dello stato al Quirinale.

Ecco cosa succede tra i partiti

Il Movimento 5 stelle: Luigi Di Maio ha provveduto, in questi giorni, a rivedere i vecchi "accordi" con Salvini, in un giro di telefonate i due hanno discusso i veti e le condizioni in vista di un accordo da presentare al Colle. Il leader pantastellato ha riconsiderato le limitazioni circa la premiership, senza venir meno al veto su Silvio Berlusconi.

Troviamo ospite da Lucia Annunziata a In mezz'ora, Luigi Di Maio che propone di trovare, in accordo con Salvini un premier terzo, esterno a Lega e Movimento a patto che rispetti i provvedimenti su legge Fornero e reddito di cittadinanza.

Afferma "la questione di Berlusconi: apparteniamo a epoche politiche diverse. Ora siamo in un'altra fase, i politici fanno un passo indetro e i cittadini uno avanti. È difficile immaginare che un vecchio politico possa realizzare il reddito di cittadinanza". Poi parla dell'accordo con Pd e sostiene che è saltato il tavolo nel momento in cui Renzi ha fatto le sue dichiarazioni a Che tempo che fa da Fabio Fazio. Parla anche nei riguardi del governo di tregua e afferma che se il premier sarà un non votato, gli elettori si scoraggiano per cui la sua posizione e quella del Movimento è di tornare al voto "se si parla di governo del presidente è perché le forze politiche non si sono assunte le loro responsabilità.

E noi non voteremmo la fiducia a quel governo" aggiunge. Chiude dicendo "il grave rischio è che una forza come la nostra, votata da 11 milioni di persone, si allontani dalla democrazia rappresentativa. La disaffezione alle istituzioni della Repubblica. Non parlo di una minaccia, ma la gente non crede più".

Il centrodestra: previsto per ieri sera, precedente alle consultazioni, il vertice a palazzo Grazioli di Salvini-Meloni-Berlusconi per arrivare ad una decisione al fine di rispondere alla proposta di Di Maio, il quale ancora chiede l'esenzione di Berlusconi dalla creazione di un accordo per il governo. L'incontro del centrodestra nella serata di domenica 6 maggio vuole compattare l'alleanza al fine di non cadere in tentazioni pericolose.

Il Partito Democratico: intanto il Pd rimane in tumulto, molti sostengono un ritorno al governo di Gentiloni, molti sostengono Renzi. Intanto possiamo riportare le parole di Matteo Richetti, senatore del Partito Democratico che sulla sua pagina web scrive che il partito rischia l'estinzione e che si deve votare nelle primarie per scegliere un leader. Sempre Richetti afferma in quanto al governo "no ad accordo politico e a un sostegno tattico. Resta un'assunzione di responsabilità su un programma da parte di tutti per mettere in sicurezza i prossimi mesi: clausole di aumento dell'Iva, bilancio e intervento sulla legge elettorale". Poi aggiunge sul M5s "la Casaleggio ha interesse a mettere le mani sulla pubblica amministrazione che vede come il più grande patrimonio informativo del Paese".