Stallo. È la parola. Anzi, in questo travagliatissimo inizio di legislatura, ha forse più forza il biblico ‘Verbo’. Gli ennesimi sondaggi polaroid che fotografano i rapporti di forza tra le formazioni politiche degli ultimi giorni, certificano infatti, tra alti e bassi, l’impossibilità di trovare una maggioranza in Parlamento attraverso il Rosatellum. Con un'ulteriore conferma. La Lega a guida Matteo Salvini vola.

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Ormai stabilmente sopra il 20%. Con gli altri partiti e movimenti sostanzialmente stabili ai livelli del 4 marzo. In più, un altro dato balza agli occhi nelle risposte ai sondaggisti: tanti italiani sono ormai stufi dei continui tira e molla delle consultazioni. Vogliono un Governo. Sebbene un terzo di loro si dica comunque d’accordo a un ritorno alle urne. Insomma, stallo e confusione dell’agorà della Politica si riflettono 'pari pari' tra la gente.

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I numeri: il Carroccio supera il PD. Tiene il Movimento 5 Stelle, così come i dem

A snocciolare cifre e percentuali sono l’Istituto Piepoli, Euromedia Research ed Swg su Repubblica. In primis, occhio la Lega. Ormai confermata sopra alla soglia del 20%: per Piepoli, al 21%. Per Euromedia Resarch al 21,8%. Scende invece Forza Italia, anche se il centrodestra tocca unito quota 39%. Vicino quindi al traguardo della ‘mezza età percentuale’. Il Movimento 5 Stelle è fermo al 32%, così come il Pd, al 18%.

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Politica M5S

Governo o voto: gli italiani preferiscono un esecutivo subito

No a manovre di Palazzo. Sì a riempire il vuoto a Palazzo Chigi. Ancora per Piepoli infatti, il 31% del corpo elettorale è disponibile ad un ritorno alle urne nell’immediato. Il resto, invece, vede di buon grado il via libera ad un Governo per il paese. Scenari qui però frammentati. Partiamo dall’alto: il 21% si dice d’accordo infatti ad un esecutivo Lega-M5S.

Con tanto di strizzatina d’occhio dunque alla rottura di Matteo Salvini con Silvio Berlusconi, come richiesto dal leader 5 Stelle Luigi Di Maio durante i tentativi per sondare il cosiddetto ‘primo forno’. Il 18% pensa sia meglio un Governo di tregua-istituzionale-del Presidente con chi ci sta. E un premier ‘terzo’. Sotto l’egida di Mattarella. Magari per puntare all’approvazione del bilancio. E a mettere mano alla legge elettorale.

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Solo il 10% pensa invece ad un esecutivo del centrodestra che vada a stanare da solo i numeri in Parlamento. L’8% resta favorevole a un’intesa per Palazzo Chigi tra M5S/PD. Sebbene ormai definitivamente tramontata, visto l’esito della direzione dem dopo i diktat di Matteo Renzi e la dura presa di posizione di Di Maio. Infine, soltanto un risicato 3% punta a un matrimonio centrodestra-5 Stelle, con questi ultimi all’ "abbraccio del diavolo" col proprietario del Biscione.

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Fiducia dei leader: nel ‘Mar Confuso’ c’è il faro Mattarella

Il popolo vede nel Capo dello Stato l’unica figura in grado di traghettare, come un novello Caronte, il paese verso un possibile accordo. Secondo i sondaggi relativi alla fiducia nei leader politici infatti, Sergio Mattarella è al primo posto al 66%. Segue l’attuale ‘Premier dimezzato’ Paolo Gentiloni al 49%. Anch’egli, nonostante il marasma, percepito evidentemente come faro della stabilità e della ‘calma istituzionale’. Il capo politico del M5S Di Maio tocca quota 39%, poco sopra Salvini della Lega, attestatosi al 35%. Molto staccato l’ex segretario dem Mattero Renzi al 22%. Continua a scendere invece Beppe Grillo, al 21%, probabile effetto del passo di lato di qualche mese fa. Ultimo Berlusconi, con un risicatissimo 16% di fiducia dei cittadini.

Galassia PD: divisione tra i dirigenti, ma anche tra i militanti

Swg ha scattato un’istintanea anche sulla difficile galassia dem, divisa dal dubbio amletico delle ultime settimane: andare o non andare al Governo con i 5 Stelle? Bene, il risultato finale è il seguente: circa il 60% si dice contrario a un’intesa di Governo con il M5S. Il restante 40% appare possibilista. Il tutto con diverse sfumature. Il 9% è d’accordissimo al matrimonio. Il 31% solo d’accordo. In disaccordo, invece, il 27% della platea dei militanti. Del tutto in disaccordo, per chiudere, il 33%.

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