Sono ormai lontani i tempi in cui, girando per le strade di paesi e città di domenica o nei giorni festivi, si vedevano le serrande dei piccoli negozi abbassate e i grandi centri commerciali chiusi. Il decreto Salva Italia introdotto dal governo Monti, infatti, ha dato l'ok alla liberalizzazione degli orari e delle giornate di apertura degli esercizi commerciali: da quel momento, ogni negozio ha dettato le proprie regole (spesso con l'apertura fissa della domenica) e i dipendenti non hanno avuto più a propria disposizione le domeniche libere, da dedicare alle attività con la famiglia o al proprio svago.

Con l'avvento del nuovo governo, sembra che questa situazione possa essere rivista, almeno secondo quanto dichiarato dal neo ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

Le parole di Di Maio a un gruppo di lavoratori

La conferma dell'apertura di Governo per una revisione del decreto Salva Italia di Monti è arrivata dallo stesso Di Maio che, parlando con alcuni lavoratori all'uscita del ministero, ha confermato l'idea dell'esecutivo di rivedere le norme che regolano il lavoro domenicale. "Ci sono tanti problemi da questo punto di vista - ha detto Di Maio - ma io ho preso il treno in corsa: combattiamo la precarietà ed eliminiamo lo sfruttamento".

Il Movimento 5 Stelle, da sempre, sostiene la battaglia sul tema delle liberalizzazioni.

Infatti, una delle prime proposte di legge in materia è stata proposta proprio dal Movimento pentastellato ma, dopo essere stata approvata alla Camera, è rimasta ferma in Senato: la proposta stabilisce che, su dodici giorni festivi all'anno, i negozi debbano rimanere chiusi almeno per la metà, cioè sei.

Le posizioni dei sindacati e delle associazioni di categoria

La questione della liberalizzazione delle aperture dei negozi ha creato una netta divisione tra chi è favorevole e chi è nettamente contrario, in nome della sacralità delle domeniche e dei giorni festivi.

Per Annamaria Furlan della CISL, il lavoro domenicale o festivo deve essere una scelta e non un'imposizione, visto che "lo shopping non è un diritto".

Dello stesso avviso anche Davide Guarini della Fisascat Cisl, secondo il quale il decreto ha creato solo tanti disagi per lavoratori e lavoratrici. Anche Maria Grazia Gabrielli della Filcams Cgil è d'accordo sulla necessità di ridare un equilibrio alle aperture.

Di parere opposto, invece, la Federdistribuzione che, da sempre, difende il decreto con la convinzione che questo si sposi perfettamente con i nuovi orari e i nuovi stili di vita delle persone.