Nelle scorse ore BlastingNews ha intervistato in esclusiva il noto attivista ambientalista e per i diritti degli animali Rinaldo Sidoli, il quale annuncia in esclusiva alla nostra testata la scelta di lasciare il Movimento Animalista per dare vita a una nuova formazione Politica.

Ricordiamo che Rinaldo Sidoli è stato co-fondatore dei Giovani Verdi, il movimento giovanile della Federazione dei Verdi.

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Ha ricoperto il ruolo di dirigente nazionale con la delega alla "Tutela e al benessere degli animali" ed è rimasto nel partito ambientalista fino al 10 agosto del 2017, quando su invito di Michela Vittoria Brambilla ha aderito al Movimento Animalista. Fino appunto alla decisione di questi ultimi giorni, su cui gli abbiamo chiesto maggiori delucidazioni.

Sidoli: 'Lascio il Movimento Animalista che si era schiacciato troppo a destra'

Sidoli, come mai ha deciso di lasciare il Movimento Animalista?

"Il Movimento Animalista ha perso la sua vocazione trasversale scegliendo di schiacciarsi totalmente a destra.

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Lo dimostrano le recenti elezioni amministrative che hanno visto alleanze con soggetti politici dalla scarsa sensibilità sui diritti animali e sulla tutela dell’Ambiente. Ho sempre pensato che il Movimento dovesse mantenere un carattere trasversale alle logiche degli attuali schieramenti. Purtroppo questo punto cardine è venuto meno e ha contribuito al tracollo elettorale di un partito che aveva la potenzialità che oscillava dal 5% fino al 20%.

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Politica Ambiente

Ho lasciato perché il Movimento si è arenato in una fase di immobilismo e ripiegamento attorno alla leadership della Brambilla che di fatto ha soffocato il dialogo democratico e plurale all’interno del partito animalista. È mancata la fase di rilancio come impegno nel dare traduzione a un programma di civiltà e libertà. Troppe le volte ho ricevuto richiami per le mie posizioni contro la caccia, snaturando il faro del mio agire politico, che è la difesa di ogni vita.

Dispiace che questa formazione politica abbia perso una grande occasione di cambiamento finendo nella retorica dello strumentale."

Ma il fatto che la leader del Movimento fosse Michela Vittoria Brambilla, comunque un esponente storica di Forza Italia e del PdL, da sempre vicina a Berlusconi, non vi doveva far già pensare all’inizio che poteva essere un movimento che guardava a destra?

"Fin dal comunicato di adesione ho sempre insistito sul tema della trasversalità delle battaglie animaliste ed ecologiste.

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Ci era stato garantita la creazione di una forza capace di superare la dicotomia tra destra e sinistra. L’impegno di Berlusconi era sul piano della comunicazione e non sulla condivisione politica. Proprio per questo hanno aderito diverse figure politiche con un passato nel centrosinistra come Verdi, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Partito Comunista e Partito Democratico, persone che, venuto meno l’impegno promesso, hanno deciso di lasciare quest’esperienza che di fatto ha schiacciato la vocazione ecologista.

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Non abbiamo giudicato l’on. Michela Vittoria Brambilla per il suo trascorso politico, ma per il suo programma e per la sua sensibilità verso i diritti degli ultimi tra gli ultimi. Rimango convinto che la questione animale debba essere una lotta trasversale perché restituire la dignità agli animali è umanità e il colore politico non conta".

Sidoli: 'Lanciamo Alleanza Popolare Ecologista, ci collochiamo nel centrosinistra'

Quindi come pensa di proseguire le sue battaglie storiche per l'ambiente e per i diritti degli animali?

"Non ho alcuna intenzione di restare fermo, anzi. La politica non si esaurisce nella dimensione elettorale, ma vive di campagne da portare avanti tutti i giorni. Proprio per questo, assieme a delle associazioni, a delle esperienze civiche e politiche, ho intenzione di lanciare un’area politica che chiami a raccolta tutti coloro che mettono al centro il tema dell'ambiente e della tutela del mondo animale. Insieme a Walter Caporale, già consigliere regionale verde dell’Abruzzo, lanceremo APE, Alleanza Popolare Ecologista. Sarà una realtà politica plurale ed inclusiva che si collocherà nel centrosinistra. Staremo con più deboli, con le classi popolari, sarà un ritorno alla buona politica dell’ascolto. Avremo davanti diverse sfide importanti come la formazione di un gruppo inter-parlamentare che opererà sulle questioni ecologiche e sulla difesa degli animali. Avremo l’arduo compito di contrastare i rigurgiti estremisti che ci hanno condotti a un’involuzione di un certo linguaggio sui diritti umani. Siamo convinti che il traguardo sia possibile superando le divisioni all'interno della nostra casa naturale attraverso uno spirito di cooperazione".

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