L’ultimo esponente politico di sinistra, in ordine di tempo, ad aprire ad un dialogo con il M5S è stato Graziano Delrio, ex ministro e attuale capogruppo alla Camera del Pd. Ospite della trasmissione Agorà Estate, in onda su Rai3, Delrio ha parlato apertamente di “dialogo utile al Paese”. Prima di lui, però, erano stati altri dirigenti Dem ad avere la stessa intuizione. È il caso di Dario Franceschini, Andrea Orlando e Francesco Boccia (fedelissimo di Michele Emiliano), tutti schierati, guarda caso, in opposizione alla corrente renziana attualmente maggioritaria nel partito.

A sinistra, comunque, non solo Pd favorevole al riavvicinamento con i pentastellati, come dimostrano le recenti dichiarazioni di Massimo D’Alema, cofondatore di LeU, e del segretario Cgil, Susanna Camusso.

Delrio e gli altri Dem che strizzano l’occhio al Movimento

Dunque, come accennato, è stato Graziano Delrio, questa mattina, ospite di Agorà Estate, a dichiarare senza alcun indugio che “noi dobbiamo dialogare certamente con i 5 Stelle”.

Dove quel “noi” sta per Partito Democratico. Un dialogo che il capogruppo Dem a Montecitorio considera “utile al Paese”, mentre, al contrario, non ci sarebbero proprio le condizioni per fare la stessa cosa con la Lega di Salvini. Comunque sia, chiosa Delrio, dipenderà tutto dall’atteggiamento dei pentastellati che non dovranno schiacciarsi sulle posizioni leghiste. L’agenda governativa, infatti, attualmente viene “dettata” dal Carroccio, soprattutto in materia di immigrazione.

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M5S Pd

Sulle posizioni di Delrio erano già convenuti anche altri big antirenziani del Pd come Dario Franceschini, secondo il quale “abbiamo il dovere di dialogare con l’elettorato del M5S”. Ma anche un altro avversario di Renzi, Andrea Orlando, ritiene che il Pd debba appoggiare quella parte, considerata “di sinistra”, del Decreto Dignità del governo, come la “stretta sui contratti a termine”. Obiettivo di Orlando è quello di staccare i pentastellati dai leghisti.

La posizione di D’Alema e Camusso

Ma non sono solo gli esponenti anti Matteo Renzi del Pd a vedere di buon occhio un riavvicinamento con il M5S di Luigi Di Maio. Ieri, 10 luglio, Massimo D’Alema ha rilasciato un’intervista ad Alessandro De Angelis dell’Huffington Post nella quale ha dichiarato di essere convinto che, dopo le elezioni del 4 marzo, “si sarebbe dovuto aprire il confronto con i Cinque stelle, cioè fare politica”.

Secondo D’Alema, pur essendo subalterni alla Lega sulla questione immigrazione, i pentastellati “non sono la stessa cosa”, perché hanno concluso un accordo con i sindacati della scuola e si stanno impegnando nella lotta contro il precariato. Tutti provvedimenti considerati ‘di sinistra’. Orientata a convergere sulle posizioni grilline, almeno per quanto riguarda alcune parti del citato Decreto Dignità, si è detta anche Susanna Camusso.

Secondo il segretario Cgil, intervistata qualche giorno fa dal Corriere della Sera, il provvedimento preso dal governo Conte andrebbe nella “direzione giusta”.

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