Roberto Saviano attende la querela di Matteo Salvini. Nuovo capitolo dell'acceso dibattito tra lo scrittore ed il Ministro dell'Interno. Una storia fatta di antipatie malcelate si arricchisce di due nuove puntate. La prima è la querela che il leader della Lega ha inteso riservare all'autore di Gomorra. La seconda, invece, è quella in cui lo stesso Saviano risponde senza indietreggiare o farsi intimidire dalla possibilità che le sue parole possano essere oggetto di valutazione degli organi giudiziari.

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Come rivelato su Facebook, a Salvini non va proprio giù di essere definito il "Ministro della Mala Vita". E' stata quella la causa scatenante del fatto che la storia è destinata a proseguire nei tribunali. Un aspetto che, evidentemente, non intimidisce Saviano che usa nuovamente la definizione contestata nella piccata replica.

Un botta e risposta su Facebook

A Saviano non piacciono le politiche autoritaristiche di Salvini.

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Non piace il suo modo di contrastare il fenomeno dell'immigrazione e neanche quel modello autoritaristico che, secondo lui, si vorrebbe applicare in Italia. Un qualcosa che sarebbe molto simile a quanto avviene in Russia sotto l'egida di Putin. "Il Ministro della Mala Vita - rivela sul suo profilo Facebook - ha deciso di querelarmi o a querelarmi". Un incipit che la dice lunga su quanto i toni tra le parti siano destinati a restare aggressivi.

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Matteo Salvini Lega Nord

Saviano afferma di non avere ricevuta alcuna comunicazione ufficiale, ma non appena verrà a conoscenza del giudice che sarà chiamato ad occuparsi della vicenda sarà pronto a farsi interrogare. Saviano sottolinea il fatto che, oggi, non si debba indietreggiare di un millimetro rispetto ad un potere che, nella sua opinione, avrebbe il terrore delle critiche, dei testimoni oculari delle nefandezze che verrebbero consumate oggigiorno nelle acque del Mediterraneo.

Lo scritto campano, senza citare direttamente Salvini, rivela che chi tiene le fila oggi tende a voler restringere le libertà personali sfruttando la propria capacità di incutere paura.

Saviano, Salvini e il Governo Conte

Per la prima volta, inoltre, Saviano introduce il concetto di Resistenza. Non lo fa in maniera diretta, ma con una perifrasi. Il riferimento è al passaggio in cui sottolinea che, arrivati a questo punto, tocca agli uomini di buona volontà resistere all'avanzata dell'autoritarismo.

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Quasi a voler sottolineare come all'orizzonte ci sia un fenomeno che vada contrastato in maniera molto più di seria di quanto si pensi. Alle parole forti rappresentate dal ribadire in maniera ripetuta la definizione di "Ministro della Malavita", si aggiunge anche un paragrafo dedicato al fatto che la querela sarebbe pronta ad arrivare su carta intestata dal Ministero dell'Interno. Una scelta che porterebbe, secondo Saviano, un intero Governo a schierarsi contro uno scrittore.

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E anche per l'esecutivo di Giuseppe Conte arrivano stilettate: "Sono sicuro che in questo “governo del non cambiamento” nessuno fiaterà, aggrappati come sono tutti al potere. Io non ho paura".

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