Il tema del taglio delle pensioni d’oro è sempre in cima all’agenda del governo giallo-verde guidato da Giuseppe Conte. Solo pochi giorni fa il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha confermato la calendarizzazione in Parlamento a settembre delle proposta di legge che si prefigge di ridurre gli assegni più alti. Manager di Stato, sindacalisti e pensionati d’oro che ricevono assegni mensili da oltre 4mila euro, ma che non hanno versato i contributi necessari. Le reazioni negative all’annuncio ovviamente non si sono fatte attendere. Tra queste, spicca quella del sociologo Francesco Alberoni il quale, in un’intervista concessa ieri al quotidiano Il Giornale, si scaglia contro quello che viene definito senza mezzi termini un “attacco scriteriato ai pensionati”.

Alberoni paragona l’Italia al Sudamerica

La prima risposta data da Francesco Alberoni al giornalista del quotidiano berlusconiano, Francesco Zurlo, è emblematica. L’Italia sta diventando sempre più simile ad uno Stato sudamericano. Quello che, come accennato, viene definito un “attacco scriteriato ai pensionati”, infatti, rende il nostro Paese paragonabile addirittura al Venezuela di Hugo Chavez, prima, e a quello, odierno, guidato con pugno di ferro dal suo successore Nicolas Maduro.

L’affondo contro il M5S

L’ardito paragone con uno Stato considerato dittatoriale nasce nella mente di Alberoni a causa di quella che lui stesso definisce la “forza del M5S” e del suo “profeta” Gianroberto Casaleggio, sostenitore dell’abolizione del parlamento e del sorteggio dei suoi membri.

Forze entrambe sottostimate. La colpa dei pentastellati, secondo il professore piacentino classe 1929, è quella di voler prendere di mira le persone che, pur percependo assegni superiori ai 4mila euro, hanno lavorato una vita per guadagnarseli. Il loro principale errore è quello di voler assecondare solo gli appetiti della “pancia” dell’opinione pubblica, mentre il compito della politica dovrebbe essere quello di mediare.

E, invece, si addita come “nemico del popolo” chiunque guadagni più di una certa cifra, anche se si tratta di poche migliaia di euro.

Il governo promuove ‘invidia e odio sociale’

Se l’intenzione del governo Conte è quella di ristabilire almeno in parte l’equità sociale, non la pensa così Alberoni, convinto che i soggetti colpiti dal provvedimento contro le pensioni d’oro rappresentino la “parte più avanzata” della società italiana che con il suo lavoro avrebbe “dato lustro al Paese”.

E, invece, questi lavoratori vengono “messi all’indice” attraverso quella che il sociologo bolla come una “campagna che distribuisce invidia e odio sociale”. Per Alberoni, insomma, il problema delle disuguaglianze non esiste, ma si tratterebbe solo di una “situazione provocata ad arte” per mezzo di una “macchina propagandistica” di “straordinaria potenza”. Dunque, quello del M5S sarebbe solo un “disegno ideologico perverso” che colpisce politici, imprenditori e pensionati. L’unica soluzione, conclude Alberoni, è quella di contrastare con ogni mezzo una politica definita “anticapitalista” e “antidemocratica”, in nome invece, pare di capire, dell’ideologia capitalista e neoliberista.