L'ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, intervistato nella trasmissione "Otto e Mezzo" su La7, in collegamento dal Guatemala, ha parlato della sentenza con cui il Carroccio è stato condannato a restituire 49 milioni di euro: "La Lega deve restituire il maltolto. Salvini li deve dare indietro fino all'ultimo centesimo, ci mancherebbe altro. Se fossi un militante della Lega sarei il primo a chiederli, perché quelli sarebbero anche soldi miei, dei militanti.

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Iniziassero magari i deputati trombati della Lega a restituire i quattrini e gli assegni di fine mandato. Io ho restituito tutto quanto, 43mila euro di assegno di fine mandato. Lo facessero anche i leghisti”

Di Battista ha però sottolineato che non può parlarsi di processo politico. Secondo lui non c'è alcuna differenza tra l'uso di fondi politici per fini personali ed i rimborsi elettorali ottenuti e usati secondo quanto previsto dalle disposizioni legislative: chiunque abbia ottenuto una qualsiasi forma di rimborso elettorale ha sottratto dei soldi a tutti i cittadini italiani.

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Sentenza Lega: lo scandalo dei 49 milioni

La sentenza di condanna riguarda il più grande scandalo subito dal Carroccio dalla sua fondazione, intorno agli anni '90. Nel luglio 2017, infatti, il Tribunale di Genova condannava con capo d'imputazione truffa ai danni dello Stato il fondatore del partito, Umberto Bossi, e l'ex tesoriere del partito, Francesco Belsito, nonché tre dipendenti del partito e due imprenditori.

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La vicenda riguardava i rimborsi elettorali ricevuti dalla Lega (l'allora Lega Nord) intorno agli anni 2008-2010.

Lo scandalo era venuto a galla nel 2012, quando Belsito veniva indagato per la mala gestione dei rimborsi elettorali ottenuti dal partito, in alcuni casi trasferiti all'estero, dove erano stati impiegati in alcune attività redditizie, come quella dei diamanti. L'intera vicenda portava alla condanna del fondatore del Carroccio alla pena detentiva di due anni e sei mesi, mentre l'ex tesoriere era stato condannato a quattro anni e dieci mesi.

Dopo diversi passaggi di natura giurisdizionale, il Tribunale del Riesame di Genova aveva accolto la richiesta per procedere al sequestro dei fondi della Lega, in particolare dei rimborsi ingiustamente utilizzati.

Sentenza Lega: le motivazioni della Cassazione

Nelle motivazioni della sentenza della Suprema Corte di Cassazione si legge che, in quanto il denaro è bene fungibile per eccellenza, il sequestro non deve colpire la stessa specie delle somme illecitamente percepite, ma è sufficiente sequestrare quei fondi che possano permettere di raggiungere il valore nominale di circa 49 milioni.

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Tale somma, inoltre, deve essere necessariamente recuperata dallo Stato.

Salvini ha annunciato che le somme incriminate non sono presenti nei fondi del partito, pertanto occorrerà sequestrare anche i fondi che in seguito entreranno nelle casse del soggetto politico.

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