Il regista Michael Moore, intervistato dal quotidiano torinese La Stampa, usa toni forti e allarmanti riguardo alle elezioni midterm americane e al nuovo progetto fondato da Steve Bannon, 'The movement', che di recente ha visto la partecipazione del vicepremier Matteo Salvini.

Moore: 'Rischiamo di perdere la democrazia'

Moore non offre solo un monito ai futuri elettori, ma anche una breve analisi dell'ascesa populista negli Usa, che ha trovato il suo punto di forza nel ceto più impoverito del Paese.

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Il presidente Donald Trump, spiega il regista, ha sopperito alle mancanze dei Democratici americani, che non hanno prestato sufficiente attenzione alle persone che per sopravvivere si avvalgono della carità altrui. ''Questa gente lo ha scelto come ultima disperata via di salvezza'' afferma durante l'intervista, sottolineando, però, la pericolosità di tale scelta: ''Trump è lo strumento del nuovo autoritarismo, se non viene fermato alle elezioni di midterm rischiamo di perdere la democrazia''.

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E il pericolo, secondo Michael Moore, rischia di approdare anche sul suolo europeo, con il Movement fondato da Steve Bannon a supporto dei partiti di destra populista. "Ho parlato a lungo con Bannon - racconta il regista - e mi ha fatto capire che l'obiettivo del suo movimento in Europa è resuscitare il fascismo, sotto mentite spoglie".

I populismi in Europa: il riassunto del Time

Il settimanale americano Time, che ha annunciato di riportare Matteo Salvini nella prossima copertina, pochi giorni fa ha dedicato un lungo articolo al leader della Lega e alle sue proposte per la Ue, fotografando, inoltre, la situazione dei populismi europei.

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Politica

''L'ondata populista, negli ultimi anni, si è sviluppata in modo costante- scrive la testata- In Ungheria, Danimarca, Polonia e altrove, i nazionalisti di destra sono tranquillamente entrati in parlamento o hanno ottenuto un significativo numero di voti. In Germania, l'AfD è diventata il partito ufficiale dell'opposizione. In Austria, il Partito della libertà fa parte di un governo di coalizione. Persino la Svezia, uno dei Paesi più liberali d'Europa, non ne è immune: il 9 settembre, l'estrema destra svedese ha ottenuto il 17,6% dei voti''.

Una propagazione che ha coinvolto tutto il continente, quindi, non solo l'Italia e non solo gli elettori francesi che avevano riposto la loro fiducia in Marine Le Pen. In più, sottolinea il Time, nonostante le differenze dei vari Stati ''il messaggio è lo stesso: rafforzamento dei confini, drastica riduzione dei migranti e desiderio di togliere il controllo alle élites''. Ed è in questo contesto che trova fondamento la nuova proposta di Steve Bannon, la cui organizzazione si pone a raccolta dei vari esponenti della corrente populista.

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Una proposta che ha accolto con entusiasmo il vicepremier Matteo Salvini, il quale ha recentemente sottoscritto la propria adesione, ma che al tempo stesso viene vista da altri con diffidenza e preoccupazione, come ad esempio da Michael Moore.

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