Sondaggi shock per il Partito Democratico. Per l'Istituto Piepoli crescono Lega e Movimento 5 Stelle, rispettivamente al 30% e 29%. Mentre secondo Arnaldo Ferrari Nasi, il partito guidato da Maurizio Martina rischierebbe di crollare fino a circa il 3% - 4%.

Il sondaggio dell'Istituto Piepoli

Il primo sondaggio, realizzato dall'Istituto Piepoli dopo la tradizionale pausa di Ferragosto, vede il sorpasso della Lega sul Movimento 5 Stelle.

La formazione politica guidata da Matteo Salvini avrebbe raggiunto il 30%, staccando il Movimento guidato da Luigi Di Maio, di appena un punto, al 29%. L'indagine, realizzata lunedì scorso, è stata diffusa mercoledì dal sito internet di Affaritaliani.it.

L'opinione di Nicola Piepoli

Secondo Piepoli, i fatti negativi di queste settimane hanno inciso sull'elettorato. In particolare il crollo del Ponte Morandi a Genova e i migranti trattenuti sulla nave Diciotti della Guardia Costiera italiana a Pozzallo, in Sicilia.

Dunque, stando a quanto riferito dal sondaggista, avrebbe contato maggiormente il lavoro di pulizia mentale rispetto a quello di costruzione. Perciò il partito guidato da Salvini sarebbe stato avvantaggiato rispetto a quello di Di Maio in quanto sovraesposto mediaticamente.

Secondo Ferrari Nasi, il Partito Democratico intorno al 3-4%

Secondo Arnaldo Ferrari Nasi, sociologo, giornalista e analista politico, il Movimento 5 Stelle sarebbe destinato a sostituire il Partito Democratico, approfittando dello spazio lasciato libero dalla sinistra.

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Lo stesso paventa scenari eclatanti, con un crollo del partito guidato da Martina sempre più netto. Parlando ad Il Sussidiario, Ferrari Nasi profetizza lo spostamento del Movimento di Di Maio a sinistra, prosciugando il bacino elettorale del Partito Democratico come avvenne per il Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI), ai tempi della Prima Repubblica, oscillante a percentuali intorno al 3% o massimo 4%.

Dati sconfortanti per il PD

Secondo i dati diffusi da Italia Oggi e ripresi da Libero Quotidiano, dal 2013 a inizio 2017, il Partito Democratico, guidato allora dall'ex premier Matteo Renzi, sarebbe crollato dal 25,4% del 2013 al 18,7% dello scorso 4 marzo. Rimane dunque un amaro ricordo quel 25 maggio 2014, quando alle elezioni Europee, il Partito Democratico toccò il suo massimo storico: 11 milioni e 200 mila voti, pari al 40,8% dei votanti.

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