Ha destato non poche polemiche la mozione votata dal consiglio comunale di Verona. La misura, che descrive la città come ''a favore della vita'', è di fatto contro l'aborto e la legge 194. Nel testo sono previsti maggiori finanziamenti ad associazioni cattoliche antiabortiste e la promozione del progetto 'Culla Segreta', che consente di partorire in anonimato e destinare il neonato in adozione.

Civati: 'È un attacco ai diritti delle donne'

Uno dei commenti più duri è senz'altro quello di Giuseppe Civati, fondatore di Possibile. ''Verona è il laboratorio dei legami tra Salvini e la destra più estrema (anche più di lui) - afferma su Twitter - del suo vice ultraconservatore (ora ministro), dell'attacco ai diritti e alle donne.

Se la sinistra vuole 'ripartire', riparta da lì, evitando di votare le loro mozioni''. Il 'vice' si riferisce probabilmente a Lorenzo Fontana, un tempo vicesindaco di Verona e ora ministro della Famiglia e della Disabilità, che da tempo si definisce un cattolico pro-vita. Civati non manca, però, di criticare anche Carla Padovani, la capogruppo dem che ha votato a favore della mozione sostenendo di averlo fatto ''secondo coscienza''.

Fratoianni: 'A favore di chi? Di quale vita?'

Fermamente contrariato anche Nicola Fratoianni, deputato di LeU e segretario di Sinistra Italiana. Su Facebook, infatti, scrive: ''A Verona è stata approvata, con 21 voti a favore e 6 contrari, una mozione della Lega che proclama il Comune come "città a favore della vita" e che finanzia, con fondi pubblici, una serie di associazioni cattoliche a scopo di lucro al fine di promuovere iniziative contro l'aborto.

Stiamo parlando di un Consiglio Comunale che, attaccando l'interruzione volontaria di gravidanza, legittima tutte quelle pratiche di aborto clandestino, che rappresentano una minaccia proprio per la vita delle donne. Stiamo parlando di un Consiglio Comunale che non è stato in grado di approvare, pochi giorni fa, una mozione di condanna per l'aggressione subita da una coppia gay, che ha rischiato di essere bruciata viva.

Stiamo parlando di un Consiglio Comunale che è guidato proprio da quella Lega che non ha alcuna pietà per la vita di quei bambini, di quelle donne e di quegli uomini torturati nei campi libici o lasciati morire in mare''. Per questo domanda: ''A favore della vita di chi? A favore di quale vita?'', per poi aggiungere, riguardo a Carla Padovani, che ''è incredibile che abbia votato favorevolmente'' e concludere che ''dalla legge 194 non si può tornare indietro.

L'interruzione volontaria di gravidanza è un diritto che va garantito. Sempre. Così come sempre va garantita l'autodeterminazione delle donne, il cui corpo e la cui libertà non possono diventare merce di scambio per i voti di qualche associazione''. Da Liberi e Uguali si alza anche la voce di Laura Boldini, la quale descrive la mozione come ''una vergogna''. ''Giù le mani dalla 194 - aggiunge - Vogliamo tornare sotto i ferri delle mammane?!''.

La ribellione dei dem verso Carla Padovani

Nonostante la mozione sia stata proposta della Lega, tra i voti favorevoli si conta, appunto, anche un'esponente del Pd, che la maggioranza dei dem non ha affatto apprezzato. ''Penso che dovrebbe chiedere scusa - commenta Barbara Pollastrini - Evidentemente non ha la consapevolezza del proprio ruolo di rappresentante del Partito Democratico".

Dello stesso parere anche Alessia Rotta che definisce l'accaduto come ''uno schiaffo inaccettabile a Verona e alle sue cittadine'' e Giuditta Pini, la quale ritiene che la Padovani ''non sia una persona che possa stare nel Pd''. L'ipotesi di espulsione è sostenuta anche da Andrea Orlando, che invoca gli organismi di garanzia affinché non faccia più parte del partito.

Maurizio Martina, invece, si limita a giudicare quel voto come ''un grave errore'', ma ribadisce che ''la legge 194 non si tocca. Chi vuole ricacciare il Paese nel passato degli aborti clandestini, deve sapere che tutto il Pd si è battuto e si batterà sempre per difendere questa conquista di civiltà a tutela della libertà e della salute delle donne.

Non può esserci nessuna ambiguità su questo punto''. ''Non si rispetta la vita se non si rispettano le scelte delle donne, soprattutto quando sono difficili come lo è quella di interrompere una gravidanza - aggiunge Nicola Zingaretti - L’Italia ha una legge seria, la 194, che va applicata''.