Federico Pizzarotti fu uno dei primi esponenti del Movimento Cinque Stelle ad ottenere una carica importante come quella di Sindaco di Parma. Tuttavia, la luna di miele tra il primo cittadino parmigiano e i grillini non è durata a lungo, considerato che nel 2016 finì nel registro degli indagati per abuso d'ufficio e venne estromesso dai pentastellati per non aver reso noto fino in fondo, con trasmissione della documentazione allo staff di Grillo, quanto era accaduto. Oggi continua ad essere in sella al Comune di Parma e da ospite di Otto e Mezzo, in onda su La 7, ha lanciato più di una frecciata nei confronti dell'attuale Governo e del Movimento Cinque Stelle in particolare.
Diretto, tra l'altro, è il riferimento al poco apprezzamento verso l'alleanza di governo stipulata con Salvini e la Lega.
Per Pizzarotti nel Governo c'è una gara di slogan
Pizzarotti nel commentare quella che è l'attuale politica economica adottata dal Governo non lesina attacchi a Luigi Di Maio e Matteo Salvini. La discussa nota di aggiornamento del Def, per Pizzarotti, rappresenterebbe una "manovra mediatica". Una sorta di paradigma di quella che attualmente sembra una battaglia tra il Ministro del Lavoro ed il Ministro dell'Interno finalizzata a stabilire chi ottiene più punti e chi resta di più sui giornali a forza di slogan". Tra le colpe che il Sindaco di Parma addebita all'attuale esecutivo c'è il fatto che nessuno si preoccupa di scendere nel dettaglio e spiegare ai cittadini i motivi per i quali si sceglie di adottare determinate scelte.
Pizzarotti non avrebbe voluto governare con la Lega
Quello con il Movimento Cinque Stelle resta un rapporto segnato dal divorzio. Dopo l'archiviazione delle accuse ricevute aveva chiesto il reintegro all'interno del partito, ma la mancata risposta lo convinse proprio 2 anni fa (3 ottobre 2016) ad annunciare il proprio abbandono. Un gesto di cui non si pente Pizzarotti, soprattutto per quelle che sono state le ultime manovre politiche che non lo convincono affatto. "Sto molto bene dove sto, a Parma" rivela. "Non sono pentito di aver lasciato il M5S - afferma con convinzione - perché altrimenti ora starei con la Lega di Salvini". Un evidente riferimento al fatto che, probabilmente, l'alleanza nata per formare il governo gialloverde non avrebbe rappresentato una prospettiva che lo avrebbe allettato sulla base delle sue idee politiche. Parole che, dunque, suonano come un vero e proprio attacco al nuovo corso del partito grillino.