Carla Padovani, la capogruppo Pd che ha sostenuto la mozione antiabortista di Verona, pare non aver innescato solo la disapprovazione del proprio partito. Quel voto, ragionato ''secondo coscienza'', le ha fatto guadagnare anche una tessera onoraria di Forza Nuova. Al momento pare molto difficile che possa accettarla; quel che è certo, però, è che da molto la Padovani manifesta alcune divergenze con la propria parte Politica.

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FN apprezza la mozione 'pro vita' approvata a Verona

Forza Nuova è un gruppo notoriamente d'estrema destra, che oltre a distinguersi per i suoi tipici striscioni e le sue ronde, appare anche marcatamente conservatore e cattolico. La mozione votata dal consiglio comunale veronese, infatti, è stata molto gradita dai suoi militanti e dai suoi esponenti. A confermarlo è la pagina stessa di FN, che su Facebook pubblica il seguente messaggio, scritto dal suo leader Roberto Fiore: ''Il vento del cambiamento, dopo essere passato sui grandi temi dell'identità e dell’immigrazione, in questi giorni sta finalmente toccando anche il grande tema della difesa della vita nelle regioni del nord est d'Italia.

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Già alcuni giorni fa, Fabio Tuiach, nostro consigliere comunale a Trieste, ha annunciato una mozione contro l'aborto; mentre, a Verona, il consiglio comunale ha approvato, a maggioranza assoluta, una mozione a difesa della vita''.

Inoltre, il portavoce annuncia che il 13 ottobre prenderà parte ad un corteo contro la legge 194 e che, a novembre, terrà un convegno per sostenere questi stessi ideali.

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Politica Pd

Oltre ad esserne molto convinto, pare anche molto fiducioso, scorgendo un clima favorevole nella società italiana. ''Il vento cristiano, patriottico e rivoluzionario è entrato definitivamente in Italia'' afferma, rinnovando l'impegno di tutto il gruppo per ''cancellare l'aborto'', definito come un vero e proprio ''omicidio''.

I complimenti di FN a Carla Padovani

Non appena appresa la notizia relativa al voto della capogruppo dem, Forza Nuova ha subito preso le sue difese.

''I suoi compagni di partito - scrive la sezione veronese - ora ne stanno chiedendo le dimissioni, sfiduciandola, per essersi resa colpevole di una 'condotta grave ed inaccettabile' ''. Il Partito Democratico, infatti, non ha esitato a criticarla, ritenendo la legge 194 un diritto imprescindibile per le donne e accusandola di non aver rappresentato le idee del centro-sinistra. Il segretario provinciale di FN, Pietro Amedeo, ha invece espresso piena solidarietà all'esponente, sostenendo che sia ''vittima del più classico quanto più odioso linciaggio politico''.

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''Del resto - aggiunge Amedeo - non c’è da meravigliarsi: di democratico hanno solo il nome, abituati come sono a strillare ed agitarsi contro chiunque non sia allineato al pensiero unico e vedono ovunque derive fasciste''. Carla Padovani, agli occhi del gruppo, è dunque ''espressione di una innegabile integrità morale e coerenza a certi valori intrinsecamente Cattolici, come la difesa della vita senza se e senza ma, o la difesa della famiglia tradizionale''. Per questa ragione, la dem ''non può che meritarsi il plauso di Forza Nuova'' e ''riceverne simbolicamente la tessera ad honorem''.

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La Padovani aveva già mostrato divergenze col PD

Al di là della provocazione di FN di passare dal centro-sinistra all'estrema destra, va ricordato che l'esponente già in passato aveva dimostrato delle discontinuità con il PD. Come ricorda La Repubblica, nel 2012 ne aveva preso categoricamente le distanze, uscendo dal partito e tornando a farne parte nel 2017. Il motivo principale risiedeva nel non riuscire a conciliare la propria fede cattolica con l'approvazione delle unioni civili. Poco prima del 4 marzo, inoltre, aveva chiesto di essere rimossa da un video promozionale, rifiutandosi di apparire insieme a delle coppie omosessuali. Il suo voto alla mozione, quindi, ''era perfettamente prevedibile'', commenta il deputato dem Vincenzo D'Arenzio.

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