Il sequestro dei 49 milioni di euro della Lega è stato confermato dalla Cassazione. La Suprema Corte, infatti, ha stabilito che il Carroccio dovrà restituire la succitata somma tramite una rateizzazione che prevede il versamento di 100mila euro ogni due mesi, ribadendo di fatto quanto statuito lo scorso 5 settembre dal Tribunale del riesame di Genova in merito alla truffa sui rimborsi elettorali risalente al triennio 2008-2010.

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Anche se la sentenza prevede che qualora dovessero essere trovati altri fondi questi dovrebbero essere sequestrati, la rateizzazione dovrebbe durare circa 80 anni, dopodiché il debito potrà dirsi estinto. Brutte notizie, dunque, per la Lega, il cui ricorso in Cassazione contro il provvedimento di sequestro preventivo è stato respinto. Intanto per il 20 novembre si attendono le sentenze della Corte d'Appello di Genova in merito al caso "rimborsopoli", nel quale è coinvolto anche Umberto Bossi.

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Sequestrati 49 mln di euro alla Lega: truffa sui rimborsi elettorali

Il 5 settembre, il Tribunale del riesame di Genova aveva predisposto il sequestro di 49 milioni di euro al partito di Matteo Salvini, dietro indicazione della Cassazione e in merito al procedimento giudiziario relativo alla truffa sui rimborsi elettorali nel periodo compreso tra il 2008 e il 2010, quando la leadership del partito era ancora nelle mani di Bossi.

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Dopo la sentenza, i legali del Carroccio avevano presentato ricorso per bloccare il provvedimento di sequestro preventivo ma, in seguito alla pronuncia degli "ermellini", quest'ultimo è stato confermato. Permane, allo stesso tempo, anche la rateizzazione relativa alla restituzione del denaro sancita dal Procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, da effettuare tramite versamento bimestrale di 100mila euro su un conto specifico.

Il 20 novembre attese le sentenze del processo "rimborsopoli"

La vicenda giudiziaria che vede coinvolta la Lega non è ancora finita. Infatti sono attese per il 20 novembre le pronunce della Corte d'Appello di Genova sul cosiddetto caso "rimborsopoli", riguardante la truffa del 2008. Il Sostituto procuratore generale Enrico Zucca ha rivisto al "ribasso" le richieste di condanna. Ad esempio, per Umberto Bossi è stata chiesta una pena detentiva di un anno e 10 mesi, e il versamento di una multa di 1.000 euro.

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Per Francesco Belsito (ex tesoriere leghista) il Pg ha richiesto 4 anni e 10 mesi di detenzione, mentre per gli ex revisori Diego Sanavio e Antonio Turci 2 anni e 800 euro di multa, a fronte dei 2 anni e 8 mesi del primo grado. Infine il revisore Stefano Aldovisi rischia una condanna ad un anno e 3 mesi, più il pagamento di una sanzione da 500 euro.

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