Una nuova indagine della Procura di Roma coinvolge la famiglia di Maria Elena Boschi, l'ex sottosegretaria Pd alla Presidenza del Consiglio nel Governo Gentiloni. Condotte per l'Acqua SpA, la terza azienda italiana nel campo dell'edilizia è sull'orlo del fallimento e nel mirino della magistratura ci sarebbero alcune consulenze che coinvolgerebbero anche l'entourage di Matteo Renzi, il cosiddetto "Giglio magico".

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Secondo il settimanale L'Espresso, che ha condotto una dettagliata inchiesta che sarà pubblicata sul numero in edicola questa domenica, ci troveremmo di fronte, se le notizie fossero confermate, ad una nuova imbarazzante commistione tra Politica, affari e appalti pubblici.

Condotte Spa, attraverso le sue controllate, si è aggiudicata l'appalto per la stazione Tav di Firenze

Sotto indagine vi sarebbero Inso e Nodavia, due controllate della società Condotte, nel mirino per alcuni contratti di consulenza stipulati la primavera scorsa in coincidenza con gli ultimi giorni del dimissionario Governo guidato da Gentiloni.

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Il gruppo Condotte, pur avendo vinto prestigiosi appalti pubblici tra i quali la gara per la costruzione della stazione Tav di Firenze, è sull'orlo del fallimento ed il suo management è stato sostituito da commissari straordinari dopo l'annuncio del concordato da parte degli azionisti. Sono migliaia i dipendenti che reclamano forti ritardi nel pagamento degli stipendi a causa della forte crisi di liquidità.

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Politica Pd

Due ricche consulenze

L'attenzione dell'Espresso si è concentrata sui contratti di consulenza conferiti dalle due partecipate Inso e Nodavia rispettivamente a Emanuele Boschi e ad Alberto Bianchi. Il primo, avvocato, è il fratello di Maria Elena e socio di Francesco Bonifazi, l'attuale tesoriere nazionale del PD. Il secondo è uno degli uomini di maggior fiducia di Matteo Renzi. In passato è stato il presidente della Fondazione Open che, per conto dell'ex premier, organizza da anni la celebre convention fiorentina della Leopolda.

Delle due consulenze, i cui contratti sono stati pubblicati dall'Espresso, è la prima a destare maggiore attenzione. Si tratta di quella del fratello di Maria Elena Boschi, per il valore di 150mila euro. Sarebbe stata firmata il 31 maggio scorso l'ultimo giorno in cui il Governo Gentiloni era in carica. Ma non è tutto: ci si chiede come mai il contratto prevedesse l'immediato pagamento del suo importo totale.

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Una stranezza visto e considerato che Condotte per l'Acqua soffre una crisi di liquidità tale da aver difficoltà a pagare gli stipendi dei dipendenti, in ritardo di parecchie mensilità.

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