Jean Paul Fitoussi è un economista francese, da tempo volto noto della tv italiana per le sue frequenti apparizioni. Molto si sa delle sue posizioni politiche ed economiche contro la ‘dittatura’ della Commissione europea e le politiche di austerità imposte ai cittadini della Ue. Fitoussi, però, ancora non si era espresso sulla protesta dei gilet gialli che, nel suo Paese, sta mettendo in seria difficoltà il presidente della Repubblica Emmanuel Macron. Ebbene, senza troppi giri di parole, lo studioso ritiene che Macron sia un “imbecille”.

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L’intervista di Fitoussi al Fatto Quotidiano

Intervistato questa mattina, 10 dicembre, dal Fatto Quotidiano, Jean Paul Fitoussi ammette di aver sostenuto in un recente passato il presidente Emmanuel Macron. Ma, altrettanto candidamente, aggiunge di aver cambiato idea e di ritenerlo ora un “imbecille”. L’economista di origini tunisine spiega che, come lui, molti francesi lo ritenessero “in gamba”, salvo poi accorgersi che si trattava semplicemente di una “verniciatura” fatta in maniera maldestra su un “muro pieno di crepe”.

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Contro Parigi

L’accusa mossa da Fitoussi parte dalla constatazione che la città di Parigi e quasi tutti coloro che ci vivono, compreso l’inquilino dell’Eliseo, “non conosce la Francia”, il Paese reale formato da quei milioni di persone che vivono nelle campagne o in provincia. I parigini si stupiscono dell’improvvisa esplosione di rabbia canalizzata nel movimento dei gilet gialli perché non comprendono le enormi difficoltà in cui vive la maggior parte dei loro connazionali.

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Politica

Le responsabilità di Emmanuel Macron

Naturalmente, aggiunge Jean Paul Fitoussi, Macron ha una responsabilità ben maggiore rispetto ai normali cittadini parigini. Nel suo programma di governo, infatti, aveva annunciato di voler andare incontro sia alle richieste delle élites imprenditoriali, naturalmente orientate a destra, promettendo una “riduzione delle tasse sul capitale finanziario”, sia di voler favorire le classi popolari, in larga parte di sinistra, migliorando le loro “condizioni economiche”.

Ma questa seconda parte del programma, questa l’accusa di Fitoussi, non è mai stata messa in pratica, mentre “ricchi e ricconi” hanno potuto beneficiare di un abbassamento delle imposte. Ai poveri, al contrario, Emmanuel Macronha servito il nulla”. Provvedimento simbolo dell’insipienza macroniana, aggiunge l’economista, è stato l’aumento del prezzo dei carburanti, vissuto dal popolo francese come una “vera provocazione” e miccia della successiva protesta violenta.

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Comunque sia, in conclusione dell’intervista, Fitoussi lascia una porta aperta a Macron che, se vorrà, potrà restare presidente “fino al compimento dell’ultimo giorno del suo mandato.

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