Matteo Salvini e roberto saviano. Due modi completamente agli antipodi di intendere il concetto di sicurezza, legittima difesa, immigrazione, ma anche la politica e la vita stessa. L’ultima occasione di contrasto tra i due è stato il recente episodio di cronaca, avvenuto in provincia di Arezzo, dove un gommista di nome Fredy Pacini [VIDEO], esasperato per i continui furti subiti, ha esploso cinque colpi di pistola contro un ladro di origini moldave che si era introdotto nella sua autorimessa, uccidendolo.

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Da una parte Salvini esprime solidarietà incondizionata a Pacini e a tutti coloro che sono costretti a subire furti nella loro proprietà, promettendo presto una nuova legge perché, dice, “la difesa è sempre legittima”.

Dall’altra parte, l’autore di Gomorra, pur manifestando la sua vicinanza al gommista, punta il dito proprio contro il ministro dell’Interno che, invece di incitare i cittadini comprare armi da fuoco, si sarebbe dovuto scusare con Pacini per averlo costretto ad armarsi per difendersi a causa della latitanza delle Istituzioni.

Roberto Saviano: ‘Salvini doveva dire ci dispiace’

La sua posizione in merito al caso Fredy Pacini [VIDEO], lo scrittore Roberto Saviano l’ha voluta esprimere con la solita ‘articolessa’ pubblicata su Repubblica (quotidiano con il quale collabora stabilmente). Nel lungo editoriale, Saviano si sofferma molto a ragionare sulla tesi che la pistola posseduta e utilizzata da Fredy Pacini abbia “distrutto due vite”, quella della vittima, ma anche quella di chi ha premuto il grilletto.

Ma la parte più importante del suo discorso è sicuramente quella che riguarda Matteo Salvini. Lo scrittore rimprovera al leader della Lega di aver utilizzato le parole sbagliate per esprimere vicinanza e cordoglio al gommista aretino. Invece di incitare al ‘far west’, si sarebbe invece dovuto limitare a dire “Ci dispiace che tu abbia dovuto sparare per difenderti. Ci dispiace che lo Stato non ti abbia dato supporto, ci dispiace che tu abbia dovuto subire trentotto furti, che tu sia stato costretto a dormire in officina per proteggere ciò che possiedi”.

Il ministro ‘ha offeso’ i dipendenti del suo Ministero

Cosa che, naturalmente, aggiunge Saviano, il ministro “da cui dipendono le forze dell’ordine” non ha fatto. “Non ha chiesto scusa e con le sue parole ha offeso chi dipende dal suo Ministero”, questa l’accusa mossa dal noto autore di best sellers. In pratica, Matteo Salvini, decidendo di non chiedere scusa e invitando i cittadini ad armarsi, avrebbe mandato un messaggio “molto chiaro” all’opinione pubblica italiana: meglio difendersi da soli e non fidarsi delle Istituzioni dello Stato perché, conclude sarcastico, “quando avete bisogno” non ci sono.