Il Governo Conte sta ancora perfezionando i decreti attuativi sul reddito di cittadinanza e sul meccanismo della Quota 100 che entro giovedì dovrebbero arrivare in Consiglio dei Ministri per l'approvazione e la successiva entrata in vigore. Intanto, il Presidente dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Tito Boeri torna ad attaccare la nuova manovra finanziaria spiegando ai microfoni di "Rainews", che le risorse messe a bilancio potrebbero non bastare.

Per Boeri le risorse non bastano

Come ormai noto, il sistema delle uscite anticipate attraverso il meccanismo delle quote, consentirebbe l'uscita dall'attività lavorativa a partire dai 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi o, addirittura, stando alle recenti ipotesi formulate dall'esecutivo l'età pensionabile potrebbe scendere a 59 anni per i lavoratori appartenenti al settore privato a seguito di accordi con le aziende che, invece, dovranno garantire nuove assunzioni per sostituire i lavoratori uscenti.

Tuttavia, per il Presidente dell'Inps Tito Boeri, potrebbe concretizzarsi il rischio di non rispettare il tetto di spesa: i 3,9 miliardi di euro messi a Bilancio, infatti, potrebbero rivelarsi insufficienti per coprire le spese derivanti dalla Quota 100.

Boeri contrario al divieto di cumulo e al reddito di cittadinanza

Inoltre, sempre stando a quanto affermato dallo stesso economista, le tasse saranno destinate ad aumentare e la durata triennale della misura potrà favorire soprattutto i dipendenti del settore privato.

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Pensioni

Appare ormai noto che la Quota 100 sarà una misura in via sperimentale solo per tre anni mentre a partire dal 2020 entrerà in vigore Quota 41, ovvero, verrà concessa la possibilità di anticipare l'uscita dopo il raggiungimento di almeno 41 anni di anzianità contributiva. Questo farà sì che migliaia di lavoratori in possesso dei requisiti per l'accesso al pensionamento anticipato si appresteranno a presentare istanza all'Inps per evitare il rischio di rimanere esclusi dalla misura.

Per Boeri, anche il divieto di cumulo fra i redditi da pensione e quelli da lavoro è una misura sbagliata visto che, andrebbero penalizzati i lavoratori del sud oltre ad alimentare il lavoro nero. Quanto al reddito di cittadinanza, invece, l'economista ha affermato: "La misura spiazza il lavoro al sud e penalizza le famiglie numerose dove sono concentrati i poveri. Io ero e resto sfavorevole alla misura contro la povertà".

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