Con un editoriale su Il Giornale del direttore Alessandro Sallusti, il deputato ed accademico forzista Renato Brunetta ha fatto il punto della situazione sull'approvazione del cavallo di battaglia del M5S, il reddito di cittadinanza. Secondo l'ex capogruppo alla Camera di Forza Italia, questa misura, come non poteva essere diversamente, sarebbe ancora in alto mare.

Brunetta: 'Il Governo fa un’operazione di illusione'

Per Brunetta, il Governo del cambiamento starebbe puntando su una meticolosa operazione di illusione su uno strumento assistenziale che già esiste per aiutare tutti quei cittadini italiani che sono in una situazione di seria difficoltà economica.

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E si chiama reddito di inclusione, senza dimenticare anche il sistema della social card ideata dallo stesso governo Berlusconi. Per quanto concerne invece l’inserimento lavorativo, intanto per potenziare i centri dell'impiego ci vorranno mesi, se non anni, ma la cosa peggiore sarebbe un'altra. Questo governo vorrebbe sfidare le buone pratiche delle regioni del Nord dell'ormai consolidata deregolamentazione del mercato di lavoro, imprimendo una svolta centralista alle politiche di inserimento lavorativo.

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E vorrebbe creare un sistema del genere in fretta e furia in vista delle prossime elezioni europee, facendo partire il reddito di cittadinanza un mese prima dell’appuntamento elettorale previsto per maggio.

'Si doveva puntare su politiche attive del lavoro'

Inoltre, bisogna chiedersi quali strumenti si metteranno in campo per scovare eventuali furbetti che andranno ad incassare il reddito di cittadinanza, quando in realtà non ne avrebbero bisogno.

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Ecco di fronte a questa misura, permangono ancora fortissimi dubbi, grandissime incertezze e timori. Una confusione totale. Pertanto Brunetta, onde evitare pasticci inaccettabili, ha invitato il Parlamento a prendersi tutto il tempo necessario per esaminare attentamente questo provvedimento, "riconducendo gli strumenti per la lotta alla povertà alla loro naturale collocazione". Sarebbe stato meglio, secondo l’economista di Forza Italia, intervenire più incisivamente su politiche attive del lavoro per aumentare la quota della popolazione italiana del lavoro.

E non di quella assistita. Ma ormai si tratta di minimizzare i danni. Perciò è auspicabile che il Parlamento intervenga in tempo e diligentemente per evitare lo scempio economico e sociale.

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