Il decreto sicurezza rappresenta il vanto di Matteo Salvini. Si tratta, infatti, del primo segno concreto della realizzazione del programma della Lega, mirata a placare il senso di insicurezza degli italiani e la cui limitazione è diventato uno dei cavalli di battaglia della ricerca del consenso per il movimento leghista. Le leggi messe in atto non rappresentano la totalità del pensiero del Paese. Le opposizioni lo ripudiano, alcuni sindaci sono pronti a disobbedirlo e il risultato è che quando se ne parla in tv i toni si fanno accesi e si assiste a dibattiti in cui gli interlocutori si scontrano duramente.

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E' accaduto, ad esempio, nel corso della trasmissione di La 7 Otto e Mezzo. Protagonisti sono l'ex sindaco di Venezia e filosofo Maurizio Cacciari e il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, avvocato di fama nazionale e facente capo alla Lega.

Toni ruvidi per Cacciari

Cacciari si esprime su quelli che sono gli argomenti del momento: il decreto sicurezza ed il mancato accoglimento nei porti italiani dei migranti a bordo delle Ong. "Ci sono - ha detto - dei diritti umani e un sovraordinamento che stabilisce principi fondamentali della comunità".

L'ex sindaco di Venezia non ci sta all'idea che 49 persone possano restare in mare senza trovare accoglienza in un porto sicuro italiano ed europeo. "La giustizia - prosegue - è morta, è la legge di Creonte". Cacciari sottolinea come la nuova legge abbia poco a che fare con la giustizia. A quel punto riserva una digressione al decreto sicurezza: "Non c'è soltanto la legge, c'è anche la giustizia. Ed è un principio fondamentale della cultura europea e voi ve lo state dimenticando. E' una vergogna".

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La replica della Bongiorno è piuttosto calma, affermando di apprezzare il contenuto del suo pensiero, ma che non rappresenta in alcun modo qualcosa che si avvicina alla sfera di competenza delle nuove norme sulla sicurezza nazionale.

Si alzano i decibel della discussione

A quel punto Cacciari si infuria: "Attiene, attiene. Ci sono cinquanta persone che navigano in mare e non possono essere sbarcate. E' una vergogna non per Salvini, è uno scandalo per l'Europa. Non possiamo perdere l'anima, vergogniamoci.

Vergogniamoci". A quel punto il ministro prova nuovamente a dire la sua:"Vorrei fare presente che il decreto Salvini non attiene a quello che dice il professore, sto in difficoltà a replicare perché come molti parla senza avere letto il decreto". Cacciari, a quel punto, continuando a tenere alti i toni chiosa.

Ecco il video pubblicato da Repubblica.it: