Dati alla mano, ieri l'Istat ha comunicato un dato peggiorativo della produzione industriale che a novembre ha fatto registrare un andamento negativo pari al -2,6%, con un picco ancora più drammatico nel settore automobilistico: addirittura del -19%.

Sul crollo della produzione industriale, in una nota, ad esprimersi è stata la vicepresidente della Camera, la forzista Mara Carfagna, che ha fatto il punto della situazione, prendendo in esame anche le ultime dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio. Infatti, secondo il capo del M5S "in Italia a breve si potrebbe registrare un nuovo boom economico come negli anni Sessanta".

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Carfagna: 'Ma Di Maio dove vive?'

Secondo l'ex ministro delle pari opportunità, forse "il capo pentastellato Di Maio pensa di governare in un Paese totalmente diverso dall'Italia". Ispirandosi al sovranismo d’oltreoceano, magari il vicepremier grillino è convinto di governare negli Stati Uniti d'America di Donald Trump dove il livello della tassazione generale è diminuita e in più è aumentato a ritmi sorprendenti anche il tasso di occupazione, per giovani e meno giovani. Inoltre sempre negli Stati Uniti d'America, il livello della crescita del Paese rimane su livelli sommariamente ottimali.

'Al contrario di Trump, il Governo gialloverde aumenta le tasse'

Per Mara Carfagna, il Governo M5S-Lega, al contrario di Donald Trump, starebbe innalzando la pressione fiscale e, con le misure che intende inserire nel circuito economico, quella crescita che auspica difficilmente si avvererà. Con l’assistenzialismo di Stato del reddito di cittadinanza e i prepensionamenti della quota 100, a detta infatti del gruppo parlamentare di Forza Italia, a crescere sarebbe soltanto l’indebitamento dell'Italia che verrà pagato dalle generazioni future.

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La ricetta di Forza Italia per realizzare la crescita

Per Forza Italia, solo mettendo a punto l’equazione liberale del benessere, si potrebbe realizzare quella crescita tanto auspicata. Infatti, soltanto diminuendo le tasse e aumentando gli investimenti produttivi, i consumi in Italia aumenterebbero, i posti di lavoro accrescerebbero e la produzione industriale si innalzerebbe. Così facendo, si otterrebbero anche più entrate nelle casse dello Stato che potrebbero essere utilizzati per realizzare sia nuovi piani infrastrutturali che per aiutare anche chi è rimasto indietro.