Il caso Sea Watch 3 tiene aperto il dibattito sull'accoglienza dei migranti oramai da giorni. Questa mattina si è registrato un vivace botta e risposta tra Carlo Nordio, procuratore aggiunto della Repubblica a Venezia ed ex pubblico ministero, e l'ex Presidente della Camera Laura Boldrini. Entrambi erano ospiti di Myrta Merlino a L'aria che tira, il popolare talk show trasmesso da La7.

Nordio, interpellato in merito alla sua vasta esperienza giuridica, ha espresso anche perplessità sulla possibilità di applicare il concetto giuridico di naufragio a quelli che avvengono nell'ambito del traffico di migranti organizzato dagli scafisti.

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Nordio: 'Parliamo di naufragi programmati da criminali'

Secondo il procuratore aggiunto della Repubblica a Venezia, esiste una profonda contraddizione nella nostra legislazione per l'accoglienza dei migranti raccolti in mare. Il naufragio lo definisce come 'un concetto collegato ad un fatto imprevisto ed imprevedibile'.

In situazioni come quella della nave Sea Watch 3 - prosegue Nordio - ci si trova di fronte a naufragi 'cosiddetti' che sono programmati da organizzazioni criminali che imbarcano le persone qualche volta addirittura con la forza su gommoni destinati ad affondare a poche centinaia di metri dalla costa, quindi in senso tecnico dubita che si possano definire naufragi.

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Nordio: 'Sono delle vere e proprie strategie criminali'

A questo punto il Nordio è stato interrotto da Laura Boldrini, che gli ha detto: 'Vaglielo a spiegare a chi sta per affondare'. Nordio ha risposto - testualmente - che 'si tratta di vedere le cose da due prospettive diverse. Dal punto di vista del poveretto che sta affogando siamo tutti d'accordo che vada salvato. Se la vediamo dal punto vista legislativo e politico è differente'.

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Ma l'ex Presidente della Camera ha ribattuto, interrompendolo, che esistono delle convenzioni internazionali, quali la 'Sar' e la 'Montego bay' che impongono il soccorso nei confronti di chi è in pericolo in mare, quindi giuridicamente, a suo parere, ci sono degli illeciti se non si interviene: c'è, dunque, da considerare il reato di omissione di soccorso.

L'ultima parola è rimasta al procuratore aggiunto della Repubblica a Venezia che ha detto che "la nostra legge punisce i trafficanti e coloro che agevolano l'immigrazione clandestina, cioè gli scafisti.

Se noi volessimo realmente aiutare queste persone che scappano dalla guerra e dalla tortura, non si vede perché dobbiamo punire gli scafisti che li portano qui. Mentre in realtà non solo li puniamo, ma li puniamo con pene che continuano ad aumentare. Anche se poi sono platoniche, perché non si arresta nessuno. In realtà, è accaduta una cosa che è sfuggita al controllo di tutti. È sfuggita al controllo, tra l'altro, dell'Unione europea e degli Stati Sovrani".

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