Dopo aver annunciato di essere riuscito a sterilizzare i rincari dei pedaggi autostradali sul 90% della rete italiana, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, giustifica i rincari scattati all’inizio del 2019 sul restante 10% delle autostrade, dando la colpa ai governi che hanno preceduto quello formato da M5S e Lega di cui lui fa parte. In passato, infatti, attacca Toninelli, sarebbero stati siglati contratti che avrebbero avvantaggiato in modo smaccato i gestori come Autostrade Spa, ma che per il momento non possono essere stracciati.

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Contro Toninelli si è schierata anche buona parte della stampa mainstream che, come il prestigioso Sole 24 Ore, l’altro giorno titolava: ‘Autostrade, pedaggi congelati ma solo nel 90% della rete’. Da notare quel ‘solo’ tirato fuori dal cilindro dai giornalisti del quotidiano di Confindustria.

Il regalo di Capodanno di Danilo Toninelli agli automobilisti

Era il 31 dicembre scorso, ultimo giorno del 2018, quando il ministro Danilo Toninelli ha deciso di pubblicare un post sulla sua pagina Facebook per comunicare una “importante notizia”.

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Il suo ministero, e lui in prima persona, ha firmato i decreti che impediranno l’aumento dei pedaggi autostradali nel 2019 sul 90% della rete autostradale italiana. L’esponente M5S spiega che la sterilizzazione dei rincari è stata quasi sempre conseguenza di una “fruttuosa interlocuzione con i concessionari autostradali”. Ma, anche nel caso di mancati accordi, come accaduto con la Strada dei Parchi, che gestisce le autostrade A24 e A25, gli “esorbitanti rincari” previsti sono stati sterilizzati per decreto. Il ministro pentastellato promette anche “pedaggi più bassi” in futuro, perché saranno collegati con gli effettivi investimenti fatti dai gestori.

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Toninelli: ‘Gestori avvantaggiati dai governi passati’

Il post del 31 dicembre evidentemente non è bastato a placare le polemiche. Per questo Danilo Toninelli è stato costretto a replicare, sempre su Fb. In alcune regioni come Piemonte e Veneto, infatti, gli aumenti dei pedaggi autostradali sono scattati comunque il 1 gennaio (si tratta del famoso 10% rimasto fuori dalla contrattazione) e “svariate segnalazioni preoccupate”, scrive Toninelli, sono arrivate sul tavolo del Mit.

“Si tratta di rincari - spiega il ministro - che derivano da contratti, da convenzioni siglate dai precedenti governi a tutto vantaggio dei gestori, come abbiamo da tempo denunciato”. Toninelli considera comunque un fatto “senza precedenti” la sterilizzazione dei rincari sul 90% della rete e promette di stare lavorando per “contenere al massimo” i rincari scattati nel 2019.

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