Alle prime ore dell'alba di oggi la nave Sea Watch 3 ha levato le ancore e scortata da due motovedette della Guardia Costiera si è diretta, alla velocità di circa cinque chilometri l'ora, verso il porto di Catania che ha raggiunto nella seconda metà della mattinata.

L'ordine di dirigersi verso il porto etneo è giunto ieri nel tardo pomeriggio. Questo approdo per consentire lo sbarco dei 47 migranti a bordo è stato scelto perché maggiormente attrezzato per effettuare con maggior efficienza tutte le pratiche burocratiche e sanitarie.

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Inoltre, a Catania si trovano i centri ministeriali idonei all'accoglienza dei minori a bordo e che dovrebbero essere in tutto una quindicina. Gli adulti, invece, saranno trasferiti presso l'hotspot di Messina.

Il via libera arrivato dopo otto lunghi giorni di braccio di ferro

La soluzione di quello che è diventato il 'caso Sea Wacth 3' è arrivato dopo una vera e propria prova di forza tra il governo italiano e gli altri Paesi dell'Unione Europea.

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Le 47 persone prese a bordo dalla nave dell'Ong tedesca saranno accolte da sette nazioni: alle iniziali Germania, Francia, Portogallo, Romania, Lussemburgo e Malta si è aggiunta, secondo quanto annunciato dal ministro Matteo Salvini, anche la Lituania.

La vicenda, però, non sembra essersi conclusa. Non solo molti cronisti di vari quotidiani, ma anche i dirigenti responsabili dell'Ong proprietaria di Sea Watch ritengono che l'obbligo di sbarco a Catania abbia implicazioni 'politiche' e 'giudiziarie'.

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Politica Matteo Salvini

Salvini lo ha detto esplicitamente: punta al sequestro di Sea Watch 3

Lo sbarco a Catania della nave fa sì che la competenza giudiziaria passi sotto la Procura di Catania, diretta da Carmelo Zuccaro. Come ricorda 'Repubblica' è lo stesso magistrato che per anni ha condotto inchieste - quasi tutte archiviate - su ipotetiche commistioni tra i trafficanti di esseri umani e le navi gestite dalle organizzazioni non governative.

Inoltre è colui che aveva ritenuto di non dover procedere nei confronti di Salvini in relazione al caso 'Diciotti'.

Matteo Salvini, nelle scorse ore, si era augurato che ad attendere il comandante della Sea Watch vi fosse un procuratore che avesse l'intenzione di indagare sul suo comportamento e i responsabili dell'Ong, con un comunicato, hanno espresso il timore di ritorsioni. A seguito di queste dichiarazioni gli uomini di Sea Watch 3, con un comunicato emesso via Twitter, hanno definito il cambio di porto per lo sbarco alla stregua di una scelta di carattere meramente 'politico'.

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