L'Italia non ha l'obbligo di far sbarcare i migranti della Sea Watch. E' quanto è stato stabilito dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo. Chi si aspettava che, dal massimo ente preposto europeo, potesse arrivare per l'Italia un ultimatum relativamente all'obbligo di far sbarcare i migranti della nave sulle coste italiane non ha trovato riscontro. Al governo italiano è stato, infatti, semplicemente richiesto di adottare tutte le misure necessarie affinché, al più presto, sia fornito ai migranti cure mediche che siano adeguate, oltre a cibo, assistenza e generi alimentari.

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La richiesta, arrivata direttamente dall'imbarcazione, di ottenere la possibilità di attraccare e far scendere i migranti sul suolo italiano è stata respinta.

Da Strasburgo la posizione appare chiara

I motivi su cui si appoggiavano quanti avevano deciso di ricorrere alla Corte riguardavano strettamente la posizione dei migranti. E' stato infatti segnalato a Strasburgo che, i migranti della Sea Watch, si ritengono detenuti a bordo senza base giuridica e che esiste il rischio che siano rimandati in Libia senza che sia stata fatta una valutazione individuale di ciascuna posizione.

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Nemeno per i quindici minori non accompagnati sussisterebbero le condizioni minime per autorizzare uno sbarco coatto, considerato che al governo è stato richiesto di fornire mera assistenza legale. La Corte di Strasburgo si è detta, inoltre, a conoscenza perfetta della situazione dei migranti e ha posto in evidenza il fatto che la misura disposta resta in vigore fino a nuovo ordine.

La proposta francese

Mentre il capitano dalla nave ringrazia gli italiani che manifestano il sostegno e non si allineano alla posizione del governo, da Cipro arriva quella che sarebbe la proposta francese.

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Matteo Salvini M5S

Macron ritiene che il primo provvedimento da mettere in atto è quello di far sbarcare i migranti nel porto più vicino, dunque in Italia, per poi andare ad operare in maniera equa una distribuzione che possa coinvolgere tutti i paesi europei, Francia compresa. E il presidente francese ci tiene a sottolineare come il paese transalpino non si sia mai sottratto a far parte delle nazioni prestatesi ad accogliere le persone destinategli dalla distribuzione.

Oltre alla Francia, avrebbero manifestato la stessa disponibilità altri paesi europei tra cui la Germania, la Romania, il Portogallo e Malta.

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