Sondaggi politici a gonfie vele per la Lega del vulcanico Matteo Salvini: secondo Nando Pagnoncelli al 18 gennaio il partito da lui guidato sarebbe arrivato a toccare la notevole percentuale di gradimento del 36% (35,8%) ad essere precisi. Gli intervistati hanno dichiarato di avere particolarmente apprezzato la linea salviniana di chiusura totale per quanto concerne i flussi dei migranti (l'ormai famosa "chiusura dei porti") ed anche l'arresto di un ex terrorista come Cesare Battisti, latitante di lungo corso, è piaciuto all'elettorato.

È di oggi la notizia che al ministero dell'Interno stanno esaminando anche i dossier relativi a 30 latitanti ancora da riportare in Italia. I numeri al momento premiano la Lega, nonostante la nota vicenda del 49 milioni di contributi pubblici che sarebbero stati a suo tempo sottratti. La fase economica del Paese resta delicata, visto che secondo stime ufficiali l'Italia potrebbe entrare in recessione e le aspettative di crescita nel 2019 sono minori del previsto, cosa che alla lunga potrebbe avere conseguenze negative, ad esempio sul reddito di cittadinanza.

La crisi del M5S è sotto gli occhi di tutti

Cala vistosamente invece il Movimento 5 Stelle, sceso secondo Pagnoncelli fino al 25,4%. La data delle elezioni Europee si avvicina e sarà una verifica fondamentale per capire quali dovranno essere in futuro i rapporti tra le due parti del famoso "contratto di governo". Secondo quanto emerge dai Sondaggi politici al 18 gennaio 2019 il M5S paga sicuramente alcune divisioni interne.

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Matteo Salvini Lega Nord

È inoltre evidente che l'elettorato pentastellato che proveniva dalla sinistra non ha mai digerito l'alleanza, seppure tecnica, con la Lega, e a questo punto difficilmente confermerà il suo voto al Movimento. Logica vuole che questa emorragia di voti potrebbe tornare utile al PD, che a ben guardare potrebbe essere la grande sorpresa di questa tornata elettorale. Al momento, infatti, tiene sostanzialmente la politica di un partito in crisi, ma ben radicato sul territorio come il PD, che sarebbe al 17,3, mentre FI secondo i sondaggi sarebbe al 7%.

Resta da vedere se la recente candidatura di Berlusconi per le Europee cambierà le valutazioni dei vecchi elettori di Forza Italia. Fratelli d'Italia rimane al 3,4% e quindi rischia seriamente di non avere rappresentanti in Europa. A febbraio sono in calendario le elezioni regionali in Sardegna e Abruzzo e sarà un banco di prova estremamente interessante per capire meglio come stanno davvero le cose.

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