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Marco Travaglio, ospite di Giovanni Floris a DiMartedì, parla del caso della Banca carige (guarda il video qui sotto), delle prospettive di tenuta del governo gialloverde e stila una classifica delle cose buone e di quelle meno buone fatte in questi sei mesi da M5S e Lega. L’attenzione del conduttore Giovanni Floris e del direttore del Fatto Quotidiano è naturalmente concentrata sul recente caso del salvataggio di Carige da parte dell’esecutivo. Travaglio prova a tracciare il solco delle differenze tra quanto fatto da Luigi Di Maio e Matteo Salvini, rispetto ai casi Mps e Banca Etruria, gestiti dal Pd, che hanno avuto come protagonisti negativi Matteo Renzi e Maria Elena Boschi.

Le pagelle di Marco Travaglio al governo gialloverde

“Abbiamo dato le pagelle al governo gialloverde - esordisce Marco Travaglio [VIDEO] a DiMartedì - ci sono più o meno la metà di cose buone e la metà di cose pessime, opinabili, molto discutibili o negative.

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La migliore è la legge anti corruzione, la peggiore quel doppio condonino per Ischia e per i fanghi tossici che tradisce la vocazione ambientalista che avrebbe dovuto avere questo governo”. A conti fatti, comunque, aggiunge il direttore del Fatto, “al momento direi che durano, perché un governo è veramente a rischio quando c’è un progetto alternativo. In questo momento non c’è all’orizzonte nulla che somigli a un progetto alternativo. E quindi se cadono che si fa? Questa è la ragione principale per la quale stanno insieme zoppicando”.

Salvini e Berlusconi insieme non hanno i numeri

“Ad esempio si fa Berlusconi e Salvini, torna il centrodestra e torna Berlusconi”, gli domanda Floris. “Non ci sono i numeri - questa la risposta di Marco Travaglio - Bisognerebbe andare a votare, nel qual caso loro sperano di averli, ma sono poi sicuri? Negli anni ‘90 Chirac vedeva degli ottimi sondaggi, decise di andare al voto anticipato e vinse Jospin.

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Quindi è sempre rischioso scambiare i sondaggi per realtà e andare a mettere alla prova gli elettori, anche perché non credo che tutti quelli che danno consenso a Salvini sarebbero felici di rivederlo tornare con Berlusconi".

Le differenze tra Pd e gialloverdi sul tema banche

Marco Travaglio passa poi ad analizzare le apparenti contraddizioni del governo M5S-Lega sulla gestione dei salvataggi bancari. “Come al solito quando si governa bisogna uscire dalla propaganda - esordisce subito secco - non si possono rispettare tutte le posizioni che si tenevano quando si stava all’opposizione. Bisogna scegliere e ogni tanto si fanno delle scelte anche impopolari agli occhi del proprio elettorato. Bisogna vedere se questo salvataggio andrà più a vantaggio dei risparmiatori, che rischiavano di essere travolti insieme alla banca, o andrà a vantaggio degli amministratori che l’hanno portata al disastro. Il Pd pagava il fatto di avere un establishment bancario quasi tutto a lui fedele. Per cui spesso, quando c’era una legge che riguardava le banche si diceva ‘i tuoi amici le hanno fatte fallire e adesso tirate fuori i nostri soldi per salvarle’.

Questi hanno dalla loro parte il fatto di non essere incistati nel sistema delle banche. Certo se il vicepresidente della Carige [VIDEO] fosse il padre di Di Maio o il padre di Salvini probabilmente si creerebbe lo stesso scandalo che si creò col caso Banca Etruria”.

Nessun conflitto di interesse di Conte nel caso Carige

Sul presunto conflitto di interesse del premier Giuseppe Conte in Carige, denunciato da alcuni giornali, Marco Travaglio ha le idee chiare. “Alpa è un notissimo giurista, avvocato, che ha anche una certa età e che naturalmente ha svolto la libera professione per tutta la vita - spiega - Ha avuto dei clienti, è stato il maestro di Conte, condividono gli ambienti dei loro rispettivi studi legali nello stesso indirizzo, ma non credo che salvare la Banca Carige serva a salvare Alpa. Non credo che Alpa sarebbe coinvolto in qualche modo dal fallimento di Carige, la quale invece fa parte di quella partita di banche che per anni ci avevano detto che erano solide come il diamante e che poi si sono rivelate dei giganti dai piedi di argilla”.

Meglio un governo M5S-centrosinistra che uno con la Lega

Sul presunto conflitto all’interno della maggioranza, invece, Marco Travaglio afferma che “sarebbe stato un po’ meno innaturale un connubio tra un centrosinistra rinnovato e il M5S. Il centrosinistra rinnovato ancora non lo si è visto e quindi si è fatto questo governo perché era l’unico numericamente possibile dopo lo strano risultato elettorale del 4 marzo che tutti conosciamo. È ovvio che con un alleato come la Lega che è proprio di destra, Salvini è un leader di estrema destra e quindi si trova a nozze con le altre destre estreme dell’Europa. Mentre i 5 Stelle non sono di sinistra, ma non sono neanche di destra, sono post ideologici. Infatti stanno cercando di agganciare un altro movimento post ideologico e trasversale, in parte simile a loro, che è quello dei gilet gialli, naturalmente ancora embrionale, perché non sappiamo se daranno vita a una lista per le Europee”.