Sarebbero gli attacchi del governo gialloverde, secondo quanto comunica il ministro degli esteri francese, ad acuire la tensione tra Francia e Italia e che ha avuto come conseguenza il richiamo a Roma per consultazioni dell'ambasciatore Christian Masset.

Infatti, negli ultimi tempi, tanto il Movimento Cinque Stelle di Luigi Di Maio quanto la Lega di Matteo Salvini non hanno risparmiato critica alcuna alla regione francese per quanto attiene la questione migranti, Tav e deficit; attacchi avvenuti sia in occasione dei comizi elettorali sia attraverso messaggi social.

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La nota del Quai d'Orsay

In una nota del Quai d'Orsay (metonimia per indicare il ministero degli esteri francese), si legge che l'amicizia franco-italiana rappresenta un pilastro indispensabile per raccogliere, affrontare e superare le sfide che il XXI secolo pone lungo il cammino. Oltre a ciò, questa relazione amicale ha effetti positivi sulla cooperazione tra i vari settori, rafforzata ulteriormente dalla vicinanza tra i popoli.

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Due nazioni, la Francia e l'Italia che condividono un destino e una storia comuni, due Paesi che hanno fatto della loro alleanza una forza nel costruire l'Europa quale è oggi e portare avanti quel progetto di pace duratura, limando al massimo conflitti e controversie.

Una provocazione inaccettabile

Gli ultimi attacchi, si legge ancora nella nota, sono "una provocazione inaccettabile", oltre ad essere senza fondamento e senza precedenti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

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Sono ingerenze che mettono a repentaglio il rispetto che si devono "i governi democraticamente e liberamente eletti". È per questo che tali violazioni nei confronti di un popolo o della sua democrazia non sono giustificabili neppure durante la corsa alle europee. Le elezioni di maggio, infatti, non sono un valido motivo per il quale strumentalizzare un'amicizia fra popoli che dura da anni.

I temi degli attacchi

Ad infervorare gli animi è innanzitutto l'immigrazione e i conseguenti controlli serrati alle frontiere: la polizia francese blocca i migranti che, dall'Italia, giungono a Ventimiglia e ne impedisce il transito.

In secondo luogo, il governo francese accusa l'Italia di intromettersi in affari che non sono i propri; il riferimento è ai gilet gialli e alla visita di Di Maio e Di Battista a caccia di relazioni internazionali in vista delle europee.

Un patto pre-elettorale che Christophe Chalençon (uno dei leader dei gilet gialli nella periferia di Parigi) smentisce e che, ad oggi, può dirsi solo presunto. E poi ancora la gestione della crisi in Libia, con la Francia pronta alle elezioni nello scorso dicembre e il Belpaese che sperava in un'intesa tra le parti in causa; la Tav Torino-Lione (che, peraltro, sta minando la compattezza dello stesso governo italiano) e, per finire, la questione del cosiddetto "franco delle colonie", per usare un'espressione pentastellata, vale a dire la moneta circolante in alcuni Paesi africani, che per Di Maio è un esempio di "neocolonialismo":

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